Tag: pensieri

  • Cristo rosso

    Tra qualche mese mi sposerò in chiesa. Chiunque si reputi, anche in minima parte, cattolico dovrebbe farlo.

    Ieri abbiamo avuto un incontro di preparazione alla celebrazione con il sacerdote che ci sposerà.

    Da questo incontro, bellissimo, ho avuto modo di ricavare qualche riflessione.

    In generale, passando in rassegna tutte le varie letture e formule del matrimonio ho notato che in alcuni casi, per stessa conferma del sacerdote, sono state ammorbidite rispetto a diversi anni fa.

    Un esempio è la parte “prendo te come mia sposa” sostituita da “accolgo te come mia sposa“. Una formula più soft, che va definitivamente a cancellare la versione tradizionale secondo cui i genitori della sposa accettavano che lo sposo prendesse, appunto, come moglie la loro figlia. Il loro matrimonio controparte del patrimonio.

    Durante l’incontro è emersa anche una superficiale riflessione sull’Iran e la teocrazia in quel territorio. Il sacerdote ha riflettuto sul pericolo del regime criminale ed estremista. Ha comunque sottolineato anche il pericolo derivante da Israele. Una sua collaboratrice ha evidenziato come Israele sia attore “distruttivo” del Medioriente rispetto a Libano e Palestina. Ovviamente nessun riferimento a Hezbollah e massacro del 7 ottobre. Ho taciuto per non rovinare quel bel momento.

    Perché se un male è oggettivamente tale, va in qualche modo sempre contestualizzato e confrontato con un altro presunto male? Perché relativizzare sempre e comunque qualcosa?

    Oggi ho sentito una rassegna stampa in cui si evidenziavano le posizioni politiche del giornale Avvenire vicinissime alla sinistra e antioccidentali, anche se il quotidiano si presenta di ispirazione cattolica.

    Sintesi di queste osservazioni è la seguente: progressismo, femminismo e pensiero moderno, in qualche modo si sono infilati subdolamente anche nella nostra religione e il paradosso è che proprio la sinistra è uno dei nemici giurati degli ottusi cristiani cattolici.

    Come vediamo ogni giorno il progressismo qualsiasi cosa tocchi, è destinato a marcire. Almeno noi che siamo ancora sani, dobbiamo restare vigili e non farci irretire da questa immonda ideologia.

    F.

  • Proprietà quasi privata

    Un vecchio albanese nel 2018 si infiltra in un terreno semi-abbandonato e ci lascia la pelle. Nel 2026 il proprietario del terreno quasi. Giuridicamente.

    Notizia pazza di ieri sera del TG5 che in rete è quasi passata inosservata, se non qui.

    Link articolo PerugiaToday

    PS. Vi lascio anche il servizio video qui di Mediaset.

    Praticamente, nel 2018, un vecchio albanese si addentra in un terreno chiuso (malamente) e recintato per prendere delle more. In mezzo ai rovi oltre alle polidrupe c’è anche un pozzo artesiano di 4 metri nascosto dalla vegetazione, dove il Nostro finisce dentro e muore annegato.

    Uno dei proprietari (l’altro, disabile, non è stato condannato) è stato condannato a risarcire 100.000,00€ alla famiglia del vecchio, che nel frattempo ne ha chiesti altri 500.000,00€ per non rompere più le scatole.

    I proprietari hanno sicuramente avuto negligenze nel gestire questo terreno, forse dovevano metterlo in sicurezza e via dicendo, ma mi sembra assolutamente criminale che uno di loro adesso debba rovinarsi per pagare una violazione della proprietà privata commessa deliberatamente da un estraneo non autorizzato ad accedere. Teoricamente sarebbe potuto entrare anche scavalcando o in altro modo, infischiandosene della recinzione. Inoltre, se era un’area piena di vegetazione infestante, non avrebbe dovuto immaginarselo quel cavolo di vecchio che lì ci potessero essere pericoli? Pazzia!

    Mi sembra un modo profondamente ingiusto per favorire, come al solito, la “parte debole” della vicenda, il solito straccione a cui viene perdonato tutto, mentre alle persone comuni viene controllato qualsiasi cavillo e pretesa la perfezione.

    Un’altra opera del solito giudice alieno, inviso a chi voterà “sì” al referendum?

    F.

  • Guerre di seconda classe: Yemen

    Una guerra iniziata da tanti anni, con migliaia di morti e una generale indifferenza dell’Occidente. È facile ipotizzare che i petrodollari abbiano pagato lautamente il silenzio dei media.

    Riflettendo sulla base di questo bellissimo articolo dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI)

    sono ormai 11 anni che questo conflitto va avanti e quello appena esploso in Medio Oriente fa sperare in una possibile riunificazione del paese ridotto a un cadavere bicefalo, un po’ come la Libia. A nord est ci sono gli amici dell’Iran. Il resto del territorio è governato dallo stato legittimo, sostenuto dalla Monarchia Saudita, ma è presente una fronda secessionista favorevole agli Emirati Arabi Uniti.

    Per quanto riguarda il problema più grande, le dinamiche del movimento Ansar Allah, i famigerati houthi, sono le medesime di altri gruppi filo-iraniani come quelli in Libano e Palestina. Date queste premesse non si potevano avere prospettive diverse da quelle del cataclisma sociale.

    Lo stato degli houthi è volto tutto alla mobilitazione, all’indottrinamento e allo sfruttamento della popolazione, per lo scopo ultimo militare. Una bella immondizia. Dall’altra parte, il governo legittimo dello Yemen è alla canna del gas, poiché pare che dal 2022 non riesca più a sostenere un minimo l’economia con il petrolio. Ci sono frequenti assenze di energia elettrica e mancati pagamenti degli stipendi pubblici.

    Il 2025 si è chiuso, inoltre, con un tentativo di colpo di stato da parte dei separatisti dell’STC (Consiglio di transizione del sud) che ha portato all’intervento militare da parte dell’Arabia (sì Arabia e Emirati Arabi Uniti son due cose diverse). In questo modo STC è stato fortemente ridimensionato e il futuro di questo paese diviso in due è ancora tutto da vedere.

    La tipica guerra contemporanea: ha un inizio ma mai una fine.

    Sempre dall’ISPI vi metto un ulteriore link di approfondimento, più recente.

    F.

  • Se la Cina si sveglia, probabilmente sarà Terza Guerra Mondiale

    In questo momento di caos mondiale generalizzato, Pechino avrebbe e potrebbe costruirsi mille buone motivazioni per invadere e riprendersi Taiwan.

    Tra le potenze militari di serie A ci sono soltanto Cina e USA. Non vi è una terza. Subito dopo potremmo collocarvi la Russia. Tutte gli altri paesi a seguire. Tra questi tre principali attori, solo uno non è impegnato in un conflitto.

    Anche i sassi sono a conoscenza della volontà di Pechino di annettere definitivamente l’arcipelago di Taiwan (Repubblica di Cina), separato dalla Repubblica Popolare Cinese dal 1949. Taiwan come stato è oggi riconosciuto ufficialmente solo da 12 paesi nel mondo (tra questi Città del Vaticano, unico stato europeo). Basterebbe questo ad autorizzare un’operazione militare nei confronti dell’Arcipelago.

    Lo squilibrio militare tra le due cine è enorme e con l’America impegnata contro l’Iran, quale occasione migliore per riprendersi questi territori vitali per l’elettronica globale? L’azienda Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC), infatti, detiene il 70% del mercato dei semiconduttori, che sono materiali vitali per tutti i dispositivi elettronici. Controllare anche questa realtà conferirebbe a Pechino il monopolio quasi assoluto su tutta la filiera di terre rare e semiconduttori. In poche parole diventerebbero padroni del mondo. Ovviamente il principale garante della sicurezza della Piccola Cina sono gli USA, che hanno da sempre tutto l’interesse intuibile a proteggerne l’indipendenza.

    Per capire quanto sia abissale il divario delle forze militari tra le due cine, esiste un sito, che sembra abbastanza affidabile, nel quale è possibile confrontare le forze armate delle varie nazioni e le spese militari sostenute annualmente. Vi ho già predisposto il link con il confronto tra Repubblica Popolare e Taiwan.

    Potete controllare qui.

    Spero che qualche gerarca di Xi non legga questo articolo.

    Preghiamo.

    F.

  • Ringraziamo Dio che c’è Trump

    Trump è l’America all’ennesima potenza. È l’ultimo esempio di un Occidente forte, temibile e pronto a combattere. L’Asse del male ne sta uscendo malissimo. L’esatto contrario della molla ed effeminata Unione Europea.

    Forse l’America con Trump ha trovato il modo di far funzionare in modo efficace le proprie operazioni militari all’estero. Sembra effettiva la rinuncia ad esportare la democrazia in virtù di obiettivi più mirati ed “economici”.

    Dopo Maduro, sembra che anche in questa occasione il ruolo USA sia pensato principalmente per aiutare gli iraniani a sovvertire il regime teocratico. Regime che ha deliberatamente scelto il suicidio violento, dichiarando praticamente guerra a tutti gli stati arabi vicini, alleati con l’America. Non dimentichiamoci anche l’attacco ai siti nucleari in Iran lo scorso giugno, che è stato un ammonimento per il regime iraniano.

    Sarà difficile scardinare un regime che è in piedi da quasi 50 anni, ma come ha ben detto Trump… ora o mai più. Se interverranno anche i paesi arabi sarà più facile fiaccare la poco credibile resistenza del regime criminale.

    Insomma, dopo il soporoso Biden, Trump era proprio la figura che serviva all’America: pronto a tutto e senza troppi compromessi.

    I primi a uscirne malissimo da questa prima fase del conflitto sono i grandi alleati dell’Iran. Se per la Russia è comprensibile un certo isolamento, non si spiega dove sia la Cina, che teoricamente dovrebbe essere una potenza di pari livello degli USA.

    Potrebbe facilmente essere strategia, certo, ma la verità è che la Cina è ancora molto molto indietro rispetto agli USA a livello militare e geopolitico. Chissà se questo silenzio è in qualche modo legato a Taiwan. Speriamo di no.

    I grandi assenti della Storia in generale sono gli stati europei. Pare che dell’attacco iniziale ne fosse a conoscenza solo il cancelliere tedesco Merz. Dalle nostre parti parlare di forza e deterrenza è vietato. Magari qualche gruppo minoritario strampalato potrebbe offendersi.

    F.

  • Preghiamo per la Persia.

    Dopo 47 anni c’è la possibilità di sbarazzarsi di un regime odioso e che conosce solo il linguaggio della violenza e della repressione.

    Ad esclusione dei comunisti di tutto il mondo, qualunque persona non islamista vede malamente il regime iraniano. Questa notte Israele, a cui poi si sono uniti USA hanno bombardato l’Iran, con diversi attacchi missilistici.

    Trump ha esplicitamente dichiarato che questo è il momento d’oro per i persiani di sbarazzarsi del marcescente regime degli ayatollah.

    Questo attacco mi rincuora perché emergono due aspetti, dal mio punto di vista, estremamente positivi:

    primo punto. Esistono ancora stati veramente occidentali, pronti a combattere per la propria sopravvivenza e società. Nazioni (Israele e USA) disposte a mettere in discussione tutto per i propri vitali interessi e pronti alla violenza quando necessario. Violenza di cui è vietato anche il solo pensiero nella molliccia Europa.

    Avevo parlato di due punti, ecco il secondo. Trump. Benché in patria, da quanto riportato dai sondaggi (che spesso non rispecchiano la realtà, soprattutto in America) il consenso sia in calo, è indubbio che grazie a lui il mondo abbia subito la scossa di cui aveva bisogno dopo il letargico Biden. A conti fatti, è il presidente più americano che ci sia da quando son vivo e che (apparentemente) dichiara esplicitamente le sue intenzioni.

    È senz’altro un personaggio estremamente controverso, ma con lui si è riaperto un dialogo più concreto con la Russia in merito alla guerra in Ucraina, è stato tolto di mezzo l’infame Maduro e adesso sta finendo di ridurre in macerie viscidi ayatollah. Inoltre, nessuno se ne ricorda, ha mediato un importante accordo di pace tra Armenia e Azerbaigian, uno stato di tensione che durava da quasi 40 anni.

    Preghiamo per i persiani che questa, dopo quasi 50 anni, sia la volta buona.

    F.

  • La crescente importanza della remigrazione

    Il dibattito sulla remigrazione e la nascita di questo termine è relativamente recente.

    Nel 2023 era considerata semplicemente parolaccia dai soliti damerini, oggi invece la remigrazione è diventata un concetto cardine per i conservatori europei ma temuto e denigrato da comunisti e paccottigliame vario.

    Una struttura sistematica del concetto è sicuramente il libro “Remigrazione. Una proposta”(ISBN 979-1254622667) dell’attivista austriaco Martin Sellner pubblicato originariamente nel 2024.

    Anche in Italia questo concetto è diventato importantissimo per i movimenti di destra, di cui il più eminente interessato è la Lega di Salvini. Una moltitudine della quale oramai non fanno più parte Fratelli d’Italia e la Presidente del Consiglio.

    La remigrazione è diventata anche una tematica molto cara ai cittadini, che hanno votato il referendum per la proposta di legge ad hoc, che ad oggi ha superato il 100% delle firme necessarie (115.000 su 50.000 necessarie). Ne ho già parlato in occasione di una conferenza alla Camera, bloccata vigliaccamente dai soliti cialtroni rossi.

    Il centro vitale della remigrazione in Italia è l’omonimo comitato “Remigrazione e Riconquista”.

    Qui trovate la pagina ufficiale del comitato

    Come si può vedere agevolmente dal portale, con la legge proposta si vorrebbe una maggior controllo dei confini e degli accessi nel Paese, taglio di fondi per l’immigrazione ed enti che la favoriscono, politiche sociali che tutelano prioritariamente o esclusivamente gli italiani.

    Tutto sacrosanto: per troppo tempo abbiamo permesso di sfruttare tutto il nostro benessere e stato di diritto a chiunque, senza alcun serio controllo. Adesso, finalmente, c’è una maggior consapevolezza che così non si possa andare avanti.

    Qualcuno storcerà il naso leggendo i promotori del comitato, ma le varie manifestazioni e iniziative svolte e in essere sono estremamente convincenti e ragionevoli. I media di massa, ovviamente, non stanno parlando quanto dovuto di questo fenomeno, ma su queste pagine si continuerà a farlo e se necessario promuovere le iniziative del comitato.

    Qui un report di una delle ultime manifestazioni

    Non si vede gente a volto coperto. Non si vedono distaccamenti pronti alla violenza e alla devastazione. Non si vedono bandiere palestinesi ma italiane… qualcuno però ci vuol far credere che il pericolo sono questi “fascisti”.

    Un’ultima osservazione: dobbiamo imparare, capire e imprimerci nel cervello, che le nostre democrazie sono l’eccezione e non la regola nel mondo. I nostri stati liberali hanno tanti problemi e inefficienze, ma sono anche il mondo migliore in cui vivere. Alla faccia di autocrazie, islaminchioni e quant’altro.

    Vivano la democrazia e la remigrazione!

    F.

  • Quentin Fascistino

    La morte di questo ragazzo corrobora ulteriormente le tesi di buona parte dei conservatori: i fascisti sono rossi.

    Notizia inizialmente passata in sordina, in modo inspiegabile, pare che adesso inizi ad avere una buona copertura mediatica.

    POV. Un gruppo femminista di estrema destra protesta, sembra pacificamente, contro un comizio di un’europarlamentare freak simil-Albanese, tale Rima Hassan che, da quanto riportato sul Corriere, ha :“posizioni radicalmente antisioniste non lontane da quelle di Hamas e degli ayatollah iraniani”. Il colore politico dei manifestanti non è corretto. Aggressioni da parte dei protettori rossi della libertà. Ci scappano ferite e un morto ammazzato a mani nude e demoniaca crudeltà.

    Il colmo è che delle femministe siano state prese a mazzate da orchi-rubicondi-pro-pal, ma la sinistra, in estremo imbarazzo, pare aver reagito tiepidamente a questo fatto. Perché non è accaduto a qualcuno di loro.

    A riprova di ciò, alcuni di loro (chi l’avrebbe mai detto) hanno steso il tappeto rosso quando sono passati dalle nostre parti.

    Link articolo “Il Giornale”.

    Incredibile che due degli aggressori fermati fossero assistenti di un parlamentare di estrema sinistra, uno dei quali già stato protagonista di violenze ai danni di attivisti di estrema destra. Anche una terza persona vicina a lui è stata fermata.

    Link articolo “Il Foglio”

    Mi addolora estremamente che Quentin era un cattolico praticante e il modo in cui è morto sa tantissimo di martirio. Spero che Leone XIV trovi il giusto coraggio e domenica ne ricordi la tragica fine.

    Il sacrificio di Quentin non è stato completamente vano. È un ulteriore tassello alla comune presa di coscienza dei peggiori nemici dell’Europa e dell’Occidente: i comunisti.

    F.

  • Paccottiglia omocomunista

    Probabilmente questo sarà uno dei contenuti più brevi del sito. Perché è semplicemente una spiegazione di questa espressione.

    Paccottiglia omocomunista, che ricorrerà spesso nel portale come p.oc., mi sembra perfetta per individuare gran parte delle idee e delle narrazioni che ci vengono fatte sorbire quotidianamente da ogni tipo di piattaforma di intrattenimento comunicativo.

    Pubblicità multicolori, uomini rappresentati come idioti, donne forti che non hanno bisogno di nessuno, religione come oscurantismo e le solite, appunto, paccottiglie attraverso le quali i comunisti reclutano le loro schiere di utili idioti.

    In queste fesserie, perché tali sono, vedo un vano tentativo di “ammorbidirci” ulteriormente per renderci più deboli, gentili, controllabili… e obbedienti.

    In tutto ciò, ogni giorno è un bollettino di guerra e follia. Mi riferisco in particolare alla crescente violenza e criminalità impunita, oltre a un generale indebolimento, se non totale e definitivo annientamento del diritto internazionale.

    Se il tentativo di ammorbidire ancora trova fatica nella narrazione dei fatti, quello di impaurirci sembra essere estremamente efficace.

    F.

  • Stek Oost: quando l’inclusione diventa prevaricazione

    Una TV olandese fa un’inchiesta dove emerge un disastro (annunciato) di inclusione. l’islam non è compatibile con l’Europa. Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

    Dopo aver ascoltato un video inerente a questa vicenda su YouTube, da un canale che critica intelligentemente e quindi aspramente l’islam, ho cercato di approfondire la vicenda su questo esperimento di integrazione fallita documentato dal programma olandese Zembla.

    Link all’inchiesta originale. Sottotitolata in inglese.

    In italiano, a parte il giornale La Verità e un blog femininpost.it di scritto pare non si trovi granché. Fatemi sapere nel caso se trovate altro materiale online.

    L’inchiesta è relativa a un progetto avviato ad Amsterdam nel 2018 per far convivere 125 rifugiati e 125 studenti olandesi in una struttura chiamata Stek Oost con l’obiettivo di favorire l’integrazione.

    Secondo le varie testimonianze, l’esperimento è degenerato in episodi di violenza, minacce e abusi, con segnalazioni ignorate da responsabili e autorità locali per anni, fino alla chiusura del progetto dopo uno stupro di gruppo ai danni di una delle collaboratrici del progetto. Gli stupratori, ovviamente, non erano olandesi.

    Suppongo che come successo per le grooming gangs inglesi, anche qui ci sia stato un infame tentativo di insabbiare la vicenda. Non ho elementi oggettivi a sostegno, ma ho l’impressione che la maggior parte dei media attenuino o ammorbidiscano moltissimo le critiche all’islam, sicuramente per l’influenza di interessi economici o pressioni esterne. Si tratta solo di ipotesi, non ho sufficienti prove concrete per confermarlo al 100%.

    Sicuramente i musulmani in Europa, a differenza di quanto crede chi sta a Bruxelles, non li sopporta nessuno (se non chi ha qualche ritorno ad averli qui). Questo ennesimo scandalo, rivelato quasi casualmente, senza la giusta considerazione e in estremo ritardo rispetto agli eventi, non fa altro che corroborare la narrazione che questa gente non può stare in Europa.

    Comunque, quando i musulmani non decidono in piena coscienza di rispettare prioritariamente le nostre leggi e non quelle del Libro, devono tornare da dove sono venuti.

    F.