La crescente importanza della remigrazione

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Il dibattito sulla remigrazione e la nascita di questo termine è relativamente recente.

Nel 2023 era considerata semplicemente parolaccia dai soliti damerini, oggi invece la remigrazione è diventata un concetto cardine per i conservatori europei ma temuto e denigrato da comunisti e paccottigliame vario.

Una struttura sistematica del concetto è sicuramente il libro “Remigrazione. Una proposta”(ISBN 979-1254622667) dell’attivista austriaco Martin Sellner pubblicato originariamente nel 2024.

Anche in Italia questo concetto è diventato importantissimo per i movimenti di destra, di cui il più eminente interessato è la Lega di Salvini. Una moltitudine della quale oramai non fanno più parte Fratelli d’Italia e la Presidente del Consiglio.

La remigrazione è diventata anche una tematica molto cara ai cittadini, che hanno votato il referendum per la proposta di legge ad hoc, che ad oggi ha superato il 100% delle firme necessarie (115.000 su 50.000 necessarie). Ne ho già parlato in occasione di una conferenza alla Camera, bloccata vigliaccamente dai soliti cialtroni rossi.

Il centro vitale della remigrazione in Italia è l’omonimo comitato “Remigrazione e Riconquista”.

Qui trovate la pagina ufficiale del comitato

Come si può vedere agevolmente dal portale, con la legge proposta si vorrebbe una maggior controllo dei confini e degli accessi nel Paese, taglio di fondi per l’immigrazione ed enti che la favoriscono, politiche sociali che tutelano prioritariamente o esclusivamente gli italiani.

Tutto sacrosanto: per troppo tempo abbiamo permesso di sfruttare tutto il nostro benessere e stato di diritto a chiunque, senza alcun serio controllo. Adesso, finalmente, c’è una maggior consapevolezza che così non si possa andare avanti.

Qualcuno storcerà il naso leggendo i promotori del comitato, ma le varie manifestazioni e iniziative svolte e in essere sono estremamente convincenti e ragionevoli. I media di massa, ovviamente, non stanno parlando quanto dovuto di questo fenomeno, ma su queste pagine si continuerà a farlo e se necessario promuovere le iniziative del comitato.

Qui un report di una delle ultime manifestazioni

Non si vede gente a volto coperto. Non si vedono distaccamenti pronti alla violenza e alla devastazione. Non si vedono bandiere palestinesi ma italiane… qualcuno però ci vuol far credere che il pericolo sono questi “fascisti”.

Un’ultima osservazione: dobbiamo imparare, capire e imprimerci nel cervello, che le nostre democrazie sono l’eccezione e non la regola nel mondo. I nostri stati liberali hanno tanti problemi e inefficienze, ma sono anche il mondo migliore in cui vivere. Alla faccia di autocrazie, islaminchioni e quant’altro.

Vivano la democrazia e la remigrazione!

F.