In questo momento di caos mondiale generalizzato, Pechino avrebbe e potrebbe costruirsi mille buone motivazioni per invadere e riprendersi Taiwan.
Tra le potenze militari di serie A ci sono soltanto Cina e USA. Non vi è una terza. Subito dopo potremmo collocarvi la Russia. Tutte gli altri paesi a seguire. Tra questi tre principali attori, solo uno non è impegnato in un conflitto.
Anche i sassi sono a conoscenza della volontà di Pechino di annettere definitivamente l’arcipelago di Taiwan (Repubblica di Cina), separato dalla Repubblica Popolare Cinese dal 1949. Taiwan come stato è oggi riconosciuto ufficialmente solo da 12 paesi nel mondo (tra questi Città del Vaticano, unico stato europeo). Basterebbe questo ad autorizzare un’operazione militare nei confronti dell’Arcipelago.
Lo squilibrio militare tra le due cine è enorme e con l’America impegnata contro l’Iran, quale occasione migliore per riprendersi questi territori vitali per l’elettronica globale? L’azienda Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC), infatti, detiene il 70% del mercato dei semiconduttori, che sono materiali vitali per tutti i dispositivi elettronici. Controllare anche questa realtà conferirebbe a Pechino il monopolio quasi assoluto su tutta la filiera di terre rare e semiconduttori. In poche parole diventerebbero padroni del mondo. Ovviamente il principale garante della sicurezza della Piccola Cina sono gli USA, che hanno da sempre tutto l’interesse intuibile a proteggerne l’indipendenza.
Per capire quanto sia abissale il divario delle forze militari tra le due cine, esiste un sito, che sembra abbastanza affidabile, nel quale è possibile confrontare le forze armate delle varie nazioni e le spese militari sostenute annualmente. Vi ho già predisposto il link con il confronto tra Repubblica Popolare e Taiwan.
Spero che qualche gerarca di Xi non legga questo articolo.
Preghiamo.
F.
