Categoria: Riflessioni personali

  • Ringraziamo Dio che c’è Trump

    Trump è l’America all’ennesima potenza. È l’ultimo esempio di un Occidente forte, temibile e pronto a combattere. L’Asse del male ne sta uscendo malissimo. L’esatto contrario della molla ed effeminata Unione Europea.

    Forse l’America con Trump ha trovato il modo di far funzionare in modo efficace le proprie operazioni militari all’estero. Sembra effettiva la rinuncia ad esportare la democrazia in virtù di obiettivi più mirati ed “economici”.

    Dopo Maduro, sembra che anche in questa occasione il ruolo USA sia pensato principalmente per aiutare gli iraniani a sovvertire il regime teocratico. Regime che ha deliberatamente scelto il suicidio violento, dichiarando praticamente guerra a tutti gli stati arabi vicini, alleati con l’America. Non dimentichiamoci anche l’attacco ai siti nucleari in Iran lo scorso giugno, che è stato un ammonimento per il regime iraniano.

    Sarà difficile scardinare un regime che è in piedi da quasi 50 anni, ma come ha ben detto Trump… ora o mai più. Se interverranno anche i paesi arabi sarà più facile fiaccare la poco credibile resistenza del regime criminale.

    Insomma, dopo il soporoso Biden, Trump era proprio la figura che serviva all’America: pronto a tutto e senza troppi compromessi.

    I primi a uscirne malissimo da questa prima fase del conflitto sono i grandi alleati dell’Iran. Se per la Russia è comprensibile un certo isolamento, non si spiega dove sia la Cina, che teoricamente dovrebbe essere una potenza di pari livello degli USA.

    Potrebbe facilmente essere strategia, certo, ma la verità è che la Cina è ancora molto molto indietro rispetto agli USA a livello militare e geopolitico. Chissà se questo silenzio è in qualche modo legato a Taiwan. Speriamo di no.

    I grandi assenti della Storia in generale sono gli stati europei. Pare che dell’attacco iniziale ne fosse a conoscenza solo il cancelliere tedesco Merz. Dalle nostre parti parlare di forza e deterrenza è vietato. Magari qualche gruppo minoritario strampalato potrebbe offendersi.

    F.

  • Preghiamo per la Persia.

    Dopo 47 anni c’è la possibilità di sbarazzarsi di un regime odioso e che conosce solo il linguaggio della violenza e della repressione.

    Ad esclusione dei comunisti di tutto il mondo, qualunque persona non islamista vede malamente il regime iraniano. Questa notte Israele, a cui poi si sono uniti USA hanno bombardato l’Iran, con diversi attacchi missilistici.

    Trump ha esplicitamente dichiarato che questo è il momento d’oro per i persiani di sbarazzarsi del marcescente regime degli ayatollah.

    Questo attacco mi rincuora perché emergono due aspetti, dal mio punto di vista, estremamente positivi:

    primo punto. Esistono ancora stati veramente occidentali, pronti a combattere per la propria sopravvivenza e società. Nazioni (Israele e USA) disposte a mettere in discussione tutto per i propri vitali interessi e pronti alla violenza quando necessario. Violenza di cui è vietato anche il solo pensiero nella molliccia Europa.

    Avevo parlato di due punti, ecco il secondo. Trump. Benché in patria, da quanto riportato dai sondaggi (che spesso non rispecchiano la realtà, soprattutto in America) il consenso sia in calo, è indubbio che grazie a lui il mondo abbia subito la scossa di cui aveva bisogno dopo il letargico Biden. A conti fatti, è il presidente più americano che ci sia da quando son vivo e che (apparentemente) dichiara esplicitamente le sue intenzioni.

    È senz’altro un personaggio estremamente controverso, ma con lui si è riaperto un dialogo più concreto con la Russia in merito alla guerra in Ucraina, è stato tolto di mezzo l’infame Maduro e adesso sta finendo di ridurre in macerie viscidi ayatollah. Inoltre, nessuno se ne ricorda, ha mediato un importante accordo di pace tra Armenia e Azerbaigian, uno stato di tensione che durava da quasi 40 anni.

    Preghiamo per i persiani che questa, dopo quasi 50 anni, sia la volta buona.

    F.

  • La crescente importanza della remigrazione

    Il dibattito sulla remigrazione e la nascita di questo termine è relativamente recente.

    Nel 2023 era considerata semplicemente parolaccia dai soliti damerini, oggi invece la remigrazione è diventata un concetto cardine per i conservatori europei ma temuto e denigrato da comunisti e paccottigliame vario.

    Una struttura sistematica del concetto è sicuramente il libro “Remigrazione. Una proposta”(ISBN 979-1254622667) dell’attivista austriaco Martin Sellner pubblicato originariamente nel 2024.

    Anche in Italia questo concetto è diventato importantissimo per i movimenti di destra, di cui il più eminente interessato è la Lega di Salvini. Una moltitudine della quale oramai non fanno più parte Fratelli d’Italia e la Presidente del Consiglio.

    La remigrazione è diventata anche una tematica molto cara ai cittadini, che hanno votato il referendum per la proposta di legge ad hoc, che ad oggi ha superato il 100% delle firme necessarie (115.000 su 50.000 necessarie). Ne ho già parlato in occasione di una conferenza alla Camera, bloccata vigliaccamente dai soliti cialtroni rossi.

    Il centro vitale della remigrazione in Italia è l’omonimo comitato “Remigrazione e Riconquista”.

    Qui trovate la pagina ufficiale del comitato

    Come si può vedere agevolmente dal portale, con la legge proposta si vorrebbe una maggior controllo dei confini e degli accessi nel Paese, taglio di fondi per l’immigrazione ed enti che la favoriscono, politiche sociali che tutelano prioritariamente o esclusivamente gli italiani.

    Tutto sacrosanto: per troppo tempo abbiamo permesso di sfruttare tutto il nostro benessere e stato di diritto a chiunque, senza alcun serio controllo. Adesso, finalmente, c’è una maggior consapevolezza che così non si possa andare avanti.

    Qualcuno storcerà il naso leggendo i promotori del comitato, ma le varie manifestazioni e iniziative svolte e in essere sono estremamente convincenti e ragionevoli. I media di massa, ovviamente, non stanno parlando quanto dovuto di questo fenomeno, ma su queste pagine si continuerà a farlo e se necessario promuovere le iniziative del comitato.

    Qui un report di una delle ultime manifestazioni

    Non si vede gente a volto coperto. Non si vedono distaccamenti pronti alla violenza e alla devastazione. Non si vedono bandiere palestinesi ma italiane… qualcuno però ci vuol far credere che il pericolo sono questi “fascisti”.

    Un’ultima osservazione: dobbiamo imparare, capire e imprimerci nel cervello, che le nostre democrazie sono l’eccezione e non la regola nel mondo. I nostri stati liberali hanno tanti problemi e inefficienze, ma sono anche il mondo migliore in cui vivere. Alla faccia di autocrazie, islaminchioni e quant’altro.

    Vivano la democrazia e la remigrazione!

    F.

  • Quentin Fascistino

    La morte di questo ragazzo corrobora ulteriormente le tesi di buona parte dei conservatori: i fascisti sono rossi.

    Notizia inizialmente passata in sordina, in modo inspiegabile, pare che adesso inizi ad avere una buona copertura mediatica.

    POV. Un gruppo femminista di estrema destra protesta, sembra pacificamente, contro un comizio di un’europarlamentare freak simil-Albanese, tale Rima Hassan che, da quanto riportato sul Corriere, ha :“posizioni radicalmente antisioniste non lontane da quelle di Hamas e degli ayatollah iraniani”. Il colore politico dei manifestanti non è corretto. Aggressioni da parte dei protettori rossi della libertà. Ci scappano ferite e un morto ammazzato a mani nude e demoniaca crudeltà.

    Il colmo è che delle femministe siano state prese a mazzate da orchi-rubicondi-pro-pal, ma la sinistra, in estremo imbarazzo, pare aver reagito tiepidamente a questo fatto. Perché non è accaduto a qualcuno di loro.

    A riprova di ciò, alcuni di loro (chi l’avrebbe mai detto) hanno steso il tappeto rosso quando sono passati dalle nostre parti.

    Link articolo “Il Giornale”.

    Incredibile che due degli aggressori fermati fossero assistenti di un parlamentare di estrema sinistra, uno dei quali già stato protagonista di violenze ai danni di attivisti di estrema destra. Anche una terza persona vicina a lui è stata fermata.

    Link articolo “Il Foglio”

    Mi addolora estremamente che Quentin era un cattolico praticante e il modo in cui è morto sa tantissimo di martirio. Spero che Leone XIV trovi il giusto coraggio e domenica ne ricordi la tragica fine.

    Il sacrificio di Quentin non è stato completamente vano. È un ulteriore tassello alla comune presa di coscienza dei peggiori nemici dell’Europa e dell’Occidente: i comunisti.

    F.

  • Paccottiglia omocomunista

    Probabilmente questo sarà uno dei contenuti più brevi del sito. Perché è semplicemente una spiegazione di questa espressione.

    Paccottiglia omocomunista, che ricorrerà spesso nel portale come p.oc., mi sembra perfetta per individuare gran parte delle idee e delle narrazioni che ci vengono fatte sorbire quotidianamente da ogni tipo di piattaforma di intrattenimento comunicativo.

    Pubblicità multicolori, uomini rappresentati come idioti, donne forti che non hanno bisogno di nessuno, religione come oscurantismo e le solite, appunto, paccottiglie attraverso le quali i comunisti reclutano le loro schiere di utili idioti.

    In queste fesserie, perché tali sono, vedo un vano tentativo di “ammorbidirci” ulteriormente per renderci più deboli, gentili, controllabili… e obbedienti.

    In tutto ciò, ogni giorno è un bollettino di guerra e follia. Mi riferisco in particolare alla crescente violenza e criminalità impunita, oltre a un generale indebolimento, se non totale e definitivo annientamento del diritto internazionale.

    Se il tentativo di ammorbidire ancora trova fatica nella narrazione dei fatti, quello di impaurirci sembra essere estremamente efficace.

    F.

  • Stek Oost: quando l’inclusione diventa prevaricazione

    Una TV olandese fa un’inchiesta dove emerge un disastro (annunciato) di inclusione. l’islam non è compatibile con l’Europa. Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

    Dopo aver ascoltato un video inerente a questa vicenda su YouTube, da un canale che critica intelligentemente e quindi aspramente l’islam, ho cercato di approfondire la vicenda su questo esperimento di integrazione fallita documentato dal programma olandese Zembla.

    Link all’inchiesta originale. Sottotitolata in inglese.

    In italiano, a parte il giornale La Verità e un blog femininpost.it di scritto pare non si trovi granché. Fatemi sapere nel caso se trovate altro materiale online.

    L’inchiesta è relativa a un progetto avviato ad Amsterdam nel 2018 per far convivere 125 rifugiati e 125 studenti olandesi in una struttura chiamata Stek Oost con l’obiettivo di favorire l’integrazione.

    Secondo le varie testimonianze, l’esperimento è degenerato in episodi di violenza, minacce e abusi, con segnalazioni ignorate da responsabili e autorità locali per anni, fino alla chiusura del progetto dopo uno stupro di gruppo ai danni di una delle collaboratrici del progetto. Gli stupratori, ovviamente, non erano olandesi.

    Suppongo che come successo per le grooming gangs inglesi, anche qui ci sia stato un infame tentativo di insabbiare la vicenda. Non ho elementi oggettivi a sostegno, ma ho l’impressione che la maggior parte dei media attenuino o ammorbidiscano moltissimo le critiche all’islam, sicuramente per l’influenza di interessi economici o pressioni esterne. Si tratta solo di ipotesi, non ho sufficienti prove concrete per confermarlo al 100%.

    Sicuramente i musulmani in Europa, a differenza di quanto crede chi sta a Bruxelles, non li sopporta nessuno (se non chi ha qualche ritorno ad averli qui). Questo ennesimo scandalo, rivelato quasi casualmente, senza la giusta considerazione e in estremo ritardo rispetto agli eventi, non fa altro che corroborare la narrazione che questa gente non può stare in Europa.

    Comunque, quando i musulmani non decidono in piena coscienza di rispettare prioritariamente le nostre leggi e non quelle del Libro, devono tornare da dove sono venuti.

    F.

  • Perché è necessario difendersi autonomamente.

    Il livello di impunità è diventato ridicolo. Lo Stato non è più sufficiente a difenderci. Dobbiamo farlo da soli e prenderci le nostre responsabilità: chi afferma il contrario ci vuole deboli e controllabili.

    Tra i più imbarazzanti e tragicomici fatti di cronaca freschi c’è sicuramente il nuovo arresto del principale-colpevole-della-morte-di-Ramy Fares Bouzidi.

    Link articolo ANSA

    Solo per citare l’ultimo. Potremmo fare infiniti esempi, ma io uno sono e poco è il tempo che ho.

    Utilizziamo come macrogruppi di violazioni alla nostra libertà i vari crimini a persone comuni e manifestazioni violente.

    Di queste ultime, la parte più immonda che vi ha partecipato è tuttora in larga parte impunita, ma le ferite nelle città e alle persone per bene restano, ma come al solito non fanno notizia.

    Questa feccia ha una parte dello stato (magistrati e giudici) che moltissime volte la tratta con i guanti bianchi. Sicuramente non sempre, ma quei pochi casi graziati fanno danni e clamore.

    Esiste quindi una parte di criminali che fisiologicamente sfugge allo stato. La causa potrebbe essere una sentenza di qualche giudice marziano oppure un decreto di espulsione dall’Italia non attuato. Aggiungete i motivi bislacchi che volete.

    Insomma, la situazione è vicinissima (veramente al collasso). L’impianto legislativo attuale è molto permeabile a questi immondi. Se siete arrivati fino a qui a leggere, sicuramente sarete interessati a qualche ulteriore riflessione in merito.

    La cosa più semplice da fare per tutelarci è votare con testa. Evitiamo di regalare il nostro voto a tutti coloro che si definiscono progressisti. I criminali sono tra i loro principali stakeholder. E ricordiamoci di votare!

    Pensiamo poi al bene più prezioso che abbiamo, la nostra vita. La maggior deterrenza a cui riesco a pensare, nei casi in cui è possibile farlo, sono le armi da fuoco. È ovvio che avere oggetti del genere in casa o nel proprio negozio comporta sempre dei rischi, ma garantisce anche un’elevata possibilità di fermare preventivamente i criminali. Le armi sarebbero un eccellente deterrente anche contro i vigliacchi incappucciati delle manifestazioni. Non hanno il coraggio di mostrare il volto, figuriamoci provare ad affrontare persone armate.

    Le violazioni di proprietà privata sono così frequenti proprio per una scarsa diffusione delle armi e leggi estremamente severe sulla loro detenzione e uso (gli ultimi dati indicano poco più di tredici milioni di armi).

    È inoltre praticamente impossibile trovare sui media mainstream qualche fonte che parli in modo oggettivo della detenzione e della difesa con armi da fuoco. In un prossimo articolo approfondirò sicuramente questo tema.

    Ricordo inoltre che alcune tipologie di armi possiedono anche un munizionamento non letale. Proiettili reali in materiale polimerico, anziché di piombo o acciaio.

    Ciascuno di noi, soprattutto le donne, dovrebbe sempre portare uno spray antiaggressione. Non spray da due soldi ma prodotti di qualità e facile uso.

    Per me e la mia ragazza ho acquistato questo prodotto, che finora, grazie a Dio, non abbiamo avuto necessità di usare.

    Ricordo, infine, che una legge del 2019 (L. 36/2019, nota come legge Salvini) tutela maggiormente chi si difende dai criminali che violano il domicilio e si trovano in qualche modo nella (terribile) condizione di uccidere.

    Se non iniziamo a reagire in questa fase critica, siamo condannati a un perpetuo terrore.

    F.

    P.S. ovviamente non esiste alcuna collaborazione con le realtà citate in questo articolo.

  • Smartphone europei: i migliori!

    Tante aziende europee di smartphone. Pochi acquirenti e notorietà. Un vero peccato.

    Non capisco perché i leader europei siano restii a promuovere prodotti di aziende europee. Non parlo di pubblicità sfacciata, ma di lasciare messaggi più diretti dei soliti.

    Mi viene in mente il seguente esempio: “Se state valutando un acquisto, prediligete prodotti di aziende europee”. Probabilmente ci considerano troppo stupidi per credere che qualcuno di noi vada a cercare informazioni prima di un acquisto.

    Comunque, riguardo uno strumento imprescindibile come lo smartphone, esistono molte aziende europee che ne producono, alcune molto interessanti e attente alle catene di approvvigionamento.

    Link articolo Today.it

    Purtroppo, a parte qualche realtà come Gigaset e Volla, tutte le aziende producono in Asia, nelle solite “fabbriche del mondo”. Tante di esse comunque stanno lavorando per riportare un po’ della produzione in casa.

    La maggior parte del mercato italiano è in mano ad Asia e Usa (da quanto riportato nell’articolo). Nel 2024 Samsung al 32% delle vendite, poi Apple (19%). Infine Motorola, Xiaomi e Realme.

    Fa specie vedere l’ampia quota di Apple. Gli IPhone sono prodotti di alta fascia e prezzo, ma continuano ad avere una grande diffusione, nonostante le novità dei diversi siano sempre meno imprescindibili.

    Sarebbe bello vedere nei prossimi anni in quella classifica, anche un’azienda europea.

    Nel mio piccolo, per dare una mano e sperare in una decisa crescita di queste realtà, vi elenco di seguito le aziende europee che sono riuscito a trovare che producono smartphone. Se manca qualcosa fatemi sapere.

    Brondi (Italia) – la conosciamo tutti, fa telefoni per anziani. Produce in Asia.

    Crosscall (Francia) – produce telefoni rugged adatti a condizioni ambientali difficili. Gran parte delle componenti sono prodotte in Cina, altre in Francia.

    Doro (Svezia) – Produce telefoni per anziani in Asia. Azienda verticale sugli anziani.

    Emporia (Austria) – Un’altra azienda simil Brondi, ma offre una scelta molto più ampia. Produce in Cina.

    Fairphone (Paesi Bassi) – produce smartphone modulari e riparabili. Probabilmente è l’azienda europea più nota. Il sito non è un granché da navigare. Anche qui produzione super controllata in Cina.

    Gigaset (Germania) – progetta e assembla in Germania. Pensate che bello sfoderare un telefono MADE IN GERMANY in faccia al vostro conoscente filocinese…

    Hammer (Polonia) – Simile a Crosscall. Fa tutto in Polonia. Peccato che il sito metta tutti i prezzi in valuta polacca (i prodotti comunque si trovano anche su Amazon).

    HMD Global – Nokia (Finlandia) – produce anche dispositivi identici ai vecchi Nokia. Bei prodotti. Anche questa azienda assembla perlopiù in Asia, ma ha aperto uno stabilimento in Ungheria.

    Nothing (Regno Unito) – Anche in questo caso, azienda che cura tutto nei particolari, con un’immagine veramente riconoscibile e particolare attenzione alla modularità dei prodotti. Produce in Cina.

    Punkt. (Svizzera) – uno dei due modelli ancora non disponibile ad oggi viene prodotto in Europa (è possibile preordinarlo).

    Shift (Germania) – azienda attenta a sostenibilità dei prodotti e controllo della filiera. Produce in Cina, ma offre una vasta scelta di prodotti.

    Volla (Germania) – anche questa realtà fa tutto in Germania. Ha iniziato la produzione nel 2020 grazie a un progetto su Kickstarter.

    Queste aziende sono di casa nostra, sosteniamole e diffondiamone la conoscenza!

    F.

  • Perché resto anonimo

    Sono un docente della scuola pubblica della Repubblica Italiana.

    Essere docenti significa, per me, essere il più possibile oggettivi e politicamente distaccati nell’esercizio di questa delicatissima mansione.

    Ci sono notizie proprio di questi giorni, relative a “liste di proscrizione” verso (pessimi) docenti di sinistra.

    Link all’articolo ANSA

    Un docente nello svolgimento della propria funzione deve essere docente e basta. La Repubblica ha valori cardinali sui quali deve essere fondata l’azione educativa. Non sventagliare ideologie soggettive.

    Ideologie malate e nichiliste con annessa paccottiglia gender dovrebbero essere al massimo oggetto di analisi. Come le infami ideologie che hanno avvelenato il Novecento. Non ne andrebbe favorita a scuola l’attualizzazione.

    Sono fermamente contrario a questo tipo di istruzione contaminata dall’ideologia. Tuttavia, anche le mie idee quando scrivo qui, non sono pienamente compatibili con i valori principali della Repubblica.

    Per questo nell’esercitare la mia esiziale funzione di insegnante, metto da parte il mio pensiero soggettivo e cerco di trasmettere ai ragazzi valori universali, comuni e per quanto possibile oggettivi.

    Valori che nella scuola italiana, perlopiù in mano a persone di sinistra, spesso vengono accantonati per valori moderni.

    Non scrivo come leone da tastiera, ma come persona che ormai da anni vive la scuola italiana.

    Dato che siamo esseri unici e non scindibili, esporre le mie idee pubblicamente con informazioni sulla mia persona, confliggerebbe molto, dal mio punto di vista, con il mio lavoro.

    Per questo, finché sarò docente, in questo spazio resterò anonimo.

    F.

  • Lo Stato deve difendersi con violenza. Se necessario

    Criminali sempre più impuniti, paura e malcontento diffuso.

    È abbastanza chiaro che i delinquenti in Italia si sentano sempre più liberi di fare quel che vogliono.

    Basti pensare all’uccisione dello spacciatore a Rogoredo e le ultime proteste a Torino.

    Le manifestazioni stanno diventando sempre più violente ed chiaro che nei casi peggiori emerga una certa impunità per i reati commessi.

    Ogni manifestazione violenta è una gravissima ferita sia alla città che ai suoi abitanti.

    Un cittadino per bene che ha paura è meno motivato ad agire e ad avere pensieri positivi. Un pezzo dell’ingranaggio che non funziona come dovrebbe.

    Per questo, penso sia arrivato il momento che lo Stato rifletta seriamente su come adeguare le risposte a queste inusitate situazioni di estrema violenza.

    Le prime idee che mi vengono in mente sono un maggior coinvolgimento dell’esercito, sia a livello di uomini che di mezzi, e l’uso di munizionamento non letale che potrebbe essere un miglior deterrente di manganelli flaccidi contro questi infami tartari.

    Ho sottinteso, ovviamente, pene e punizioni ancora più rigide, sia a livello di detenzione che pecuniarie.

    F.