Categoria: Riflessioni personali

  • Trump ha davvero perso in Iran? Una lettura diversa dell’accordo

    La maggior parte dell’industria culturale ha deciso che Trump è stato sconfitto in Iran… ma è davvero così?

    Giornali e giornalai hanno stabilito che gli USA con la guerra in Iran le hanno buscate malamente. Secondo costoro, basta guardare i 14 punti dell’accordo del 17 giugno del 2026 per rendersene conto. Io ci ho visto cose diverse e molto buone per gli USA.

    Come riferimento lascio link ad ANSA per confronto con il mio articolo. Questa lista dovrebbe essere estremamente autorevole dato che proviene da Bloomberg News, agenzia stampa dell’omonimo colosso finanziario.

    In particolare voglio focalizzarmi sui punti 6 e 10. Il primo inerente a un fondo internazionale di 300 miliardi di dollari per l’Iran, il secondo sulla rimozione delle sanzioni americane all’Iran.

    Guardando questi punti un qualsiasi mob potrebbe pensare che a guadagnarci sarebbero esclusivamente i puzzoni persiani… invece credo non sia affatto così.

    Per il sesto punto, i 300 miliardi, il primo paragone che mi è venuto in mente è stato quello con il Piano Marshall post Seconda Guerra Mondiale. In quel caso gli USA avevano stanziato 13,3 miliardi di dollari (che corrisponderebbero a 160 – 180 miliardi di oggi). Quel piano di ricostruzione cosa ha portato agli Stati Uniti? Una grande quantità di lavoro, investimenti e la nascita delle sue principali “colonie” europee. Ha praticamente creato quel concerto di paesi, simili per idee e modi di vivere che oggi chiamiamo Occidente.

    Lo stesso potrebbe succedere all’Iran con questo accordo: non solo si riverserebbe una quantità di soldi mostruosa da parte di aziende americane e partner regionali, ma gli USA riuscirebbero a penetrare dopo decenni in un nuovo mercato di 90.000.000 di persone, tutto da costruire.

    Ad aiutare la costruzione di questo mercato cosa altro aiuterebbe ad accelerarne lo sviluppo e l’attuazione? Esattamente: lo sblocco dei capitali iraniani attualmente sotto sanzione, come riportato nel punto 10 dell’accordo. Gli USA danno sia il pesce che le canne per pescarlo agli iraniani.

    Se così fosse, gli USA oltre a creare una nuova colonia, andrebbero anche a ridurre l’influenza della Cina nei confronti di Teheran.

    F.

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  • Ci vogliono deboli e disarmati.

    Ennesima riflessione su come lo stato (sicuramente) vuole renderci completamente inabili a difenderci.

    Vi riporto di seguito una notizia e un commento a un video che ho visto ieri, relativo al rilascio dei porti d’arma per difesa personale. Partiamo dalla cronaca. A fine articolo vi esporrò la mia riflessione.

    Negli ultimi giorni tutti avrete sentito parlare della condanna a 18 anni all’imprenditrice che ha ucciso, investendolo diverse volte, un marocchino (strano) pochi minuti dopo averla rapinata. Per i posteri, lascio qui un link ad ANSA.

    L’imprenditrice balneare di Viareggio, Cinzia Dal Pino, nel settembre 2024 subisce il furto della borsa da parte di Noureddine Mezgui, risorsissima senza fissa dimora. Invece di chiamare la polizia, lo cerca con il suo SUV, e una volta trovatolo a zonzo con la sua borsa, decide di farsi qualche giretto su di lui col suo tank, fino ad ucciderlo. Dopo essere scesa dall’auto, recupera la borsa e se ne va. Tutto viene ripreso dalle telecamere di sorveglianza.

    Ovviamente è una scena degna di un western, e ci sta che la Signora Cinzia sia stata condannata. Siamo sicuri però che sia una feroce assassina degna di meritare 18 anni di condanna? Inizialmente l’accusa aveva fatto pressione per l’ergastolo.

    Probabilmente i carissimi giudici, dalla lontananza del loro pianeta Marte, non hanno considerato lo stato psicologico di Cinzia, che si è ritrovata con mezza vita, praticamente, strappata dal suo controllo ed è stata “posseduta” da uno stato di follia omicida. Il signor marocchino se si fosse fatto gli affari suoi, forse adesso non sarebbe all’altro mondo. Il tizio era scappato dal Marocco 24 anni prima della morte, utilizzando i peggiori trucchi per non esser rispedito tra i suoi simili. Una perfetta risorsa insomma.

    Ovviamente piena solidarietà a questa povera disgraziata, per quanto possa valere. Spero in riduzioni di pena e quant’altro.

    L’altro oggetto di analisi di questo articolo, è un video del canale YouTube della rivista Armi e Tiro. Trovate il video qui

    In questo video, Il Dott. Ruggero Pettinelli che spesso parla in questi contenuti di legislazione relativa al settore armiero, perde un pochino la sua solita compostezza e attacca tutto il carrozzone burocratico che si occupa del rilascio dei porti d’arma per difesa personale.

    Questo tipo di porto d’arma è estremamente complesso da ottenere, perché, praticamente permette al suo possessore di girare con armi (occultate) addosso.
    Le persone più titolate per avere licenze di questo tipo sono rappresentanti che trasportano preziosi, oppure, come in uno degli esempi del video, persone ad altissimo rischio di aggressione, come un medico di ambulanza a cui è stata negata la licenza perché “ha scelto lui di lavorare in un ambiente rischioso e quindi, se vuole stare più sicuro, può trasferirsi altrove”. Ragionamenti degni dei peggiori 5 Stelle.

    Pettinelli critica sarcasticamente che le questure considerano il rilascio delle licenze solo dopo che una persona è già stata vittima di qualche aggressione o situazione che con un’arma, forse, sarebbe stata evitabile e contrastabile. Insomma, se sei un superstite FORSE potresti ricevere questo tipo di porto.

    Per concludere: l’Imprenditrice trattata come un pericoloso serial killer e le forze dell’ordine sempre più restie a rilasciare licenze per consentire un’efficace autodifesa ai cittadini mi son parse i soliti ulteriori pezzi di un puzzle che complessivamente va a disegnare uno stato che ci vuole obbedienti come cagnolini ammaestrati, (vi ricordate il vecchio albanese caduto nel pozzo?)incapaci e remissivi.

    Quante persone hanno dovuto soffrire per anni a causa di qualche criminale a cui è andata male la giornata lavorativa?

    Come riportato anche nel video, un primo segnale di insoddisfazione verso chi si occupa di ordine e di giustizia, sarebbe stato quello di far passare il referendum sulla giustizia, ma a quanto pare, la maggioranza degli italiani preferisce una perenne lobotomia.

    F.

  • Henry Nowak e l’endofobia occidentale

    Caso completamente ignorato in Italia e che corrobora l’atmosfera autolesionista e di odio nell’Occidente.

    Henry Nowak era uno studente di 18 anni, assassinato da un sikh il 3 dicembre 2025. Come riportato dalla BBC.

    Pare che Henry, mentre tornava a casa avesse iniziato a provocare, anche filmandolo, questo tizio che ha risposto alla provocazione con quattro coltellate. Il ragazzo pare abbia provato a fuggire e, in un secondo momento, non si capisce quando e dove, sono arrivati i poliziotti e hanno bloccato il morente Henry, ammanettandolo, anziché chiamare velocemente i soccorsi e bloccare l’accoltellatore. Ovviamente, con 4 importanti emorragie la perdita di tempo è stata letale per lo Studente.

    L’assassino ha riferito che Henry lo abbia insultato pesantemente con offese razziste, ma dalle informazioni che si hanno pare non sia andata propriamente così (cha strano). Anche la madre del sikh potrebbe aver fatto sparire il coltello utilizzato nell’attacco dalla scena del crimine. Inoltre, il telefono di Henry era stato preso dal suddetto puzzone.

    Insomma, una reazione spropositata aggravata dal fatto che l’assassino andasse in giro con una “spada” con lama di 21 cm.

    L’aggressione è una delle tante in UK, in cui nel 2025 ne sono state 49.600, secondo il portale truenumbers. Secondo gli stessi inglesi, dato il crescente consenso di Reform UK e le tantissime manifestazioni anti-immgrazione, i principali, se non unici responsabili sono abbastanza semplici da individuare. Come nel resto d’Europa d’altronde.

    La terribile originalità di questa faccenda è che la polizia anziché bloccare il carnefice ha bloccato la vittima.

    Dopo gli insabbiamenti delle grooming gangs, questo è sicuramente uno dei peggiori fallimenti per la polizia britannica che ancora una volta ha protetto prima di tutto lo straniero carnefice e in secondo luogo un cittadino indigeno vittima.

    Il Docente e scrittore Paolo Gambi parla di morbo dell’Occidente. Questa malattia è l’odio autolesionista in cui la civiltà occidentale viene posta come causa di tutti i mali del mondo e chi vuole il nostro annientamento usa a proprio vantaggio. Il morbo è arrivato con la deriva woke e anni di diffusione unilaterale di cultura sinistrorsa, che ha creato schiere di persone semi-acefale che rimuginando continuamente su un passato non vissuto, non riescono minimamente pensare a un gioioso futuro.

    F.

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  • A Modena è stato terrorismo.

    Lo stato comatoso della nostra società è dovuto anche a questo: trovare sempre interpretazioni atte a “rassicurare” e minimizzare eventi gravissimi.

    Per chi accederà a questa pagina nel futuro posto di seguito link a un articolo per contestualizzare.

    Il 16 maggio 2026 è avvenuto anche in Italia un attentato TERRORISTICO, sulla falsariga di altri attentati vehicle-ramming attack. Ho preso la lista degli attacchi classificati come terrorismo, in Europa, a partire dal 2020, che per comodità riporto puntualmente di seguito:

    • 27 aprile 2020, Colombes (Francia), 3 poliziotti feriti, attentatore: Youssef Tihlah, francese di origine marocchina, islamista.
    • 24 febbraio 2020, Volkmarsen (Germania), 88 feriti, attentatore: Maurice Pahler, probabilmente tedesco.
    • 18 Agosto 2020, Berlino (Germania), diversi feriti, attentatore: camionista iracheno.
    • 8 giugno 2022, Berlino (Germania), 1 morto e 32 feriti, attentatore: cittadino tedesco-armeno con problemi psichiatrici.
    • 13 giugno 2023, Nottingham (Regno Unito), 3 morti e 3 feriti, attentatore: Valdo Calocane, originario della Guinea-Bissau.
    • 13 febbraio 2025, Monaco di Baviera (Germania), 2 morti e 37 feriti, attentatore: richiedente asilo afghano.
    • 2 ottobre 2025, Manchester (Regno Unito), 2 morti e almeno 4 feriti, attentatore: sconosciuto. Attentato contro ebrei.
    • 5 novembre 2025, Isola di Oléron (Francia), almeno 5 feriti, attentatore: non identificato, gridava “Allahu Akbar”.

    Se vi sentite abbastanza masochisti su Wikipedia è presente una lista antecedente agli attentati del 2020. Anche quelli non classificati come terroristici. Link qui.

    La stampa e il Governo sono corsi subito a classificare il caso come semplice pazzia non imputabile a odio razziale o alla matrice islamista (a parte Il Tempo e La Verità). Solo qualche mulo di sinistra, secondo me, potrebbe credere a questa favola. Il resto delle persone normali, con qualche neurone funzionante e per bene no. Le dinamiche e quanto accaduto dopo lo schianto corroborano il titolo di questo articolo: ATTENTATO TERRORISTICO.

    Due citazioni a chiusura, perché si è chiacchierato già molto su questo fatto.

    Per primo cito il Gen. Roberto Vannacci: «Se importi il Terzo mondo, diventi il Terzo mondo».
    Un’altra citazione molto più fine viene dal canale YouTube Scazzo Moderato che in un video relativo all’accaduto, di cui lascio qui il link, fa la seguente riflessione: se queste persone che vengono qui ci arricchiscono, perché non hanno deciso di rimanere a casa loro… e arricchire il loro paese di origine?

    Questo avvenimento dovrebbe essere la pietra tombale della politica italiana moderata di destra, che deve trovare coraggio e diventare finalmente una destra vera e identitaria. L’alternativa è il definitivo annientamento di quanto costruito dai nostri predecessori.

    F.

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  • L’auto sabotaggio europeo – edizione 2026

    Tra obbligatorietà di sistemi di sicurezza super avanzata e normative per l’ambiente estremamente restrittive, in Europa le automobili diventano sempre più sostenibili per l’ambiente…

    …ma insostenibili per chi le usa.

    Per questa riflessione partirò dai dati del 2025 (spero abbastanza autorevoli) di questo articolo del portale ufficiale dell’Editore ACI

    Link qui

    Nonostante l’allarmismo creato dall’arrivo di auto cinesi, il loro numero sembra ancora ridicolo (tra Europa e Regno Unito sono state vendute 13.271.270 di auto e i veicoli cinesi ammontano a 339.841, il 2,56%).

    Sicuramente prenderanno sempre più quote perché più convenienti nei settori non premium, ma in generale, come per tante altre casistiche, i problemi derivano dalle decisioni suicide dell’UE.

    È palese che il passaggio netto tra motore termico ed elettrico sarebbe stato un disastro, ma a quanto pare, le aziende automotive avevano di meglio da fare che mettere in riga i buroscroti di Bruxelles. I dati di vendita sono ragionevoli e dovrebbero indicare la via: auto ibride per chi vuole fare un passo nella modernità; auto termiche per chi vuole il veicolo classico e affidabile (anche se i motori 3 cilindri non piacciono a nessuno).

    Dove voglio andare a parare: prima panico 2035, adesso euro 7…l’UE vuole a tutti i costi danneggiare i consumatori per costringerli a comprare nuovi veicoli, che ormai è risaputo sono addirittura peggiori dei prodotti cinesi per il segmento non premium. Rivalersi sui più deboli pare essere sempre la soluzione più gettonata.

    Riguardo alla normativa euro 7, quello che una persona normale e non ecodemente può ricavare è che l’automobile DEVE trasformarsi in un bene di lusso che sempre meno persone potranno permettersi. Vengono infatti introdotte regolamentazioni addirittura sul consumo-delle-pasticche-dei-freni (emissioni da freni e pneumatici), sistemi di monitoraggio continuo di emissioni…

    Trovate tutto qui se volete farvi male

    Come già dicono diversi esperti di auto (cercate online e su YouTube) qui in Europa l’obiettivo ultimo pare essere quello di non farci più comprare auto e costringerci a spendere sempre più soldi per la nostra mobilità.

    Tenetevi strette le vostre automobili antecedenti al 2020 e fate tutte le manutenzioni del caso per mantenerle il più a lungo possibile. Diffidate da chi vi dice di cambiare auto a tutti i costi: probabilmente ne sa molto meno di voi.

    F.

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  • L’Occidente ha un cancro e si chiama comunismo estremo.

    Tra disastri del 25 aprile e attentato a Trump la costante è sempre una: il colore rosso dei prepotenti.

    Mai in vita mia avrei immaginato di provare pietà e compassione verso un personaggio come Fiano, anni luce lontano dal mio pensiero, al quale, insieme a molti altri a Milano, è stato impedito di manifestare perché ebreo (a suo dire la prima volta in 50 anni).

    Lo dice direttamente lui qui.

    Di scene imbarazzanti (per i progressisti) ce ne sono state molte in questa Festa della Liberazione 2026. Stupisce che i principali partiti di opposizione risultino non pervenuti in merito a condotte così riprovevoli.

    Nel frattempo in America si è consumato l’ennesimo attentato fallito a Trump. Persona di colore, insegnante (che ricordiamo sono principali indottrinatori di idee progressiste, anche in Italia). Anche in questo caso, anziché ferme condanne, le forze progressiste generalmente, con i soliti loschi giri di parole e illazioni, darebbero la colpa di questo ennesimo scempio a Trump, perché “fomentatore di odio” e se le va a cercare.

    Ieri la senatrice Mariastella Gelmini in televisione su Rete 4 ha fatto un discorso eccellente in merito a entrambi i fatti. La sintesi estrema dell’intervento potrebbe essere: non possiamo accettare o minimizzare le violenze perché il soggetto offeso è di dubbia moralità (Israele o amministrazione americana che sia).

    Rispondere a idee che non condividiamo con la violenza non è riprovevole, è demoniaco.

    Non so se riuscite a vedere il video del suo intervento. Applausi.

    In generale, come dico nel 90% dei contenuti di questo sito, noto un pericolo rosso e devastante all’orizzonte. Le idee razionali e moderate non riescono a prevalere su violenza e ideologie che ormai stanno diventando dogmi (antisemitismo, teoria gender, multiculturalismo imposto, odio per l’occidente) che si fanno scudo col solito e stantio fascismo.

    Finché sarò in vita e cosciente combatterò questa barbarie come potrò.

    F.

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  • Finirla con le ipocrisie e pensare seriamente a riaprire alla Russia

    L’Europa ha deciso di prolungare oltre ogni limite la zavorra legata alla guerra in Ucraina. Oramai nessun paese ha posizioni avverse alla Russia così nette. Perché non tornare sui propri passi e ragionare di una possibile riapertura alla Russia?

    Prima di tutto. Chi scrive spera che la guerra in Europa finisca adesso, odia il regime putiniano e quant’altro. Ci mancherebbe.

    Tuttavia, dal 24 febbraio 2022 è passato molto tempo e lo stesso è accaduto nel mondo. Ho sempre pensato che l’unico vero modo di aiutare questo paese fosse quello di mandare uomini e mezzi sul campo. Gli americani per un periodo hanno fornito strumenti per resistere, come abbiamo fatto e stiamo facendo in Europa.

    Il vero sostegno e vicinanza seria a un paese, però, credo sia anche la disponibilità, eventualmente, a sacrificare qualche vita umana per la causa. Da questo punto di vista sono stati più coraggiosi i nord coreani di noi intelligentissimi europei. Insomma, abbiamo sostenuto in modo estremamente birbone il paese aggredito.

    Il risultato è che l’Ucraina ancora resiste (non si sa come) ma il conflitto pare esser destinato a durare ancora a lungo. Sinonimo dell’inconsistenza e dell’ipocrisia europea.

    Viviamo adesso con la guerra in Iran un momento pessimo, con carburanti e catene di approvvigionamento compromesse. Anche in questo caso UE assente o quasi come ho anche riportato nei miei ultimi articoli (che trovate qui e qua). I burocrati di Bruxelles e dei 27 ripetono la cantilena di “estraneità al conflitto”, ciechi di quanto sta accadendo e le problematiche ad esso legate. La Meloni anche dovrebbe darsi una svegliata.

    Se non abbiamo voglia o coraggio di combattere dovrebbero iniziare a usare il buon senso. E qui partono i miei siluri. Chiedo perdono.

    Ce la facciamo addosso a mandare supporto agli americani? Idem a osare infastidire il “potentissimo” Iran? A parte buoni propositi e riunioni inutili non siamo in grado di aiutare concretamente nessuno?

    Infine, anziché avallare proposte ridicole e marziane, non sarebbe meglio gettare definitivamente la maschera e riprendere a interessarsi dei problemi interni, anziché agire come ONG del mondo? Sì, sto parlando proprio di riaprire a gas e petrolio russi.

    Ogni paese degno di nota (Cina, Turchia, India per dirne solo alcuni) fa affari con questo smisurato paese, ma anche e tranquillamente con l’Ucraina. Siamo rimasti solo noi europei a fare la parte dei buoni. Ai comuni cittadini, che lavorano e portano avanti le nazioni, interessa vivere serenamente senza la paura di pagare 5,00 euro al litro gasolio o benzina.

    Non dimentichiamo che anche la Russia è in una situazione critica, dato il peso della guerra sull’economia e l’umore della popolazione. Possiamo benissimo continuare a fornire supporto all’Ucraina e acquistare ciò che ci serve dalla Russia, come fanno gli altri.

    Nessuna maestrina verrà a tirarci le orecchie. Serve una nuova classe politica e un nuovo pensiero volto all’azione e non alla reazione.

    F.

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  • Una Meloni impaurita volta alle spalle ai propri elettori.

    Il Capo del Governo, soprattutto negli ultimi tempi, sembra che debba sempre rendere conto all’opposizione dell’operato dell’esecutivo. Dopo la mazzata del referendum, la pavidità della Meloni è emersa in modo ancora più marcato.

    Il grosso problema di Meloni è che ha sempre bisogno di spiegare qualunque cosa.

    Si vogliono mandare a casa Del Mastro e Santanché? Ci deve argomentare dettagliatamente il motivo. Viene fatta un’inchiesta fasulla e infamante su di lei e un pentito di mafia, basata su una foto del 2019? Ci spiega sui social che non è affatto così. Gli invertebrati di sinistra in parlamento chiedono di riferire stronzate ogni giorno (schieramenti, prese di posizioni, ferme condanne, propalismi e quant’altro), ebbene, lei ci spiega tutto per filo e per segno.

    Tutto questo bisogno di spiegoni si può liquidare in due parole: debolezza e paura.

    Un primo ministro forte non ha bisogno di spiegare e dare adito alle sciocchezze riportate dalle opposizioni, che farebbero di tutto pur di affossare chi governa al posto loro. Opposizioni che non vengono mai attaccate quando necessario, come nel caso dell’abominio Salis che infesta il parlamento europeo.

    Le uniche cose che dovrebbe spiegarci Meloni sono le attività che svolge il suo esecutivo. Da un po’ di giorni, invece, come anticipato, sento solo parlare di sciocchezze e gossip inutili (ovviamente tutti incalzati dai sinistri).

    Spiegata la debolezza, passiamo alla paura. Fresche fresche sono le prese di posizione contro Israele e Trump. L’interruzione dell’automatismo per cui l’Italia ogni 5 anni rinnova automaticamente gli accordi di difesa con Israele è stato bloccato. Una mossa degna del peggior Bordelli o Stupidelly.

    Per quanto riguarda Trump valgono le stesse considerazioni. Trump attacca il Pontefice? Perché non mantenere una posizione più diplomatica anziché schierarsi direttamente in sua difesa, con fare “minaccioso” verso il Tycoon? Elly e il campo santo, riscoperti momentaneamente fervidi cattolici, non avrebbero gradito?

    Ancora, le considerazioni di Trump, fatte alla Trump non sono legittime? Riflettendo bene, Il Pontefice e la sua cerchia (non la Chiesa vera fatta nelle parrocchie) hanno sempre tenuto una linea tiepida verso terroristi e regimi (eredità del “caro” Francesco).

    Inoltre, tornando al Maledetto Hormuz, non è nell’interesse dell’Italia che lo stretto sia privo di minacce? Certamente, ma alla Meloni, che si è mostrata una semplice politica anziché una statista, interessano a quanto sembra più i sondaggi che le idee, altrimenti non inseguirebbe le bandierine dettate dalla marcissima sinistra.

    F.

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  • Per l’UE, la Guerra in Iran è come Severus Piton di colore

    Sarà una riflessione breve, una sorta di similitudine che rende bene il concetto e che può considerarsi un’integrazione al mio ultimo articolo.

    Per appassionati e non, tutti conosciamo il mago Harry Potter e i film usciti circa venti anni fa, ispirati ai libri di Joanne Kathleen Rowling.

    Quest’anno inizierà una serie televisiva dedicata alla medesima saga, che nelle prime indiscrezioni sarebbe stata più coerente con i libri. Tutti felici.

    Esce il primo trailer del film e uno dei personaggi più caratteristici della serie, Severus Piton è di colore. Ma non di colore e basta. Di colore e, da quanto visto, fatto pure male. Con le treccine, un soprabito di pelle con chiusura lampo alla Blade, visivamente normale e per nulla ripugnante e coerente con i libri.

    Il webbbe si è scatenato, tra (legittime) prese in giro e insulti verso i produttori della serie e quel poveraccio che si è preso la parte.

    Per contestualizzare meglio eccovi un link.

    Ora, una cosa così frivola e leggera, cosa c’entra con un plinto di piombo come la Guerra in Iran? Nulla, ma è una spiegazione semplice di approcci.

    Piton nero esiste? Non ti piace e ti fa schifo al punto che non vuoi avere niente a che fare con questo prodotto? Non guardi la serie, smetti di finanziare chi produce serie di questo tipo, e al massimo, se proprio ne hai bisogno, partecipi civilmente alla discussione su qualche social argomentando perché non ti piaccia.

    Ora, mala UE, la guerra in Iran esiste? Non ti piace e ti fa schifo al punto che non vuoi avere niente a che fare con questo pasticcio? Accetti passivamente tutte le conseguenze: carburanti alle stelle, recessione economica, odio verso i burocrati di Bruxelles, sfiducia generalizzata che porta a un crollo dei consumi.

    La Guerra in Iran esiste, come Piton nero. Non è colpa degli europei l’una, né degli appassionati di Harry Potter l’altra.

    L’unica differenza MOLTO grande è che “contrastare” correttamente la serie è molto facile e possiamo permetterci tutti di fregarcene bellamente. Questa guerra è una cosa ben più seria e continuare a trattarla come qualcosa da recepire passivamente sarà letale.

    Riporto nuovamente link al mio articolo precedente in merito alla mollezza europea. Che reputo anche molto carino.

    F.

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  • L’insopportabile mollezza europea nella guerra in Iran

    I nostri governatori anziché far prevalere il benessere e gli interessi di noi europei, come al solito, hanno fatto molte chiacchiere ma pochissimi fatti.

    La guerra in corso non è iniziata per colpa dell’Europa, qui non credo ci siano dubbi. Sicuramente avremmo dovuto prendere le distanze dall’attacco con più decisione su questo conflitto improvviso.

    Penso che Trump, se ha optato per l’operazione militare avesse le sue ragioni per farlo e spero che il conflitto termini con la resa dell’Iran, che è un cancro che affligge tutto il mondo. Risulta comunque un conflitto tra USA e Iran, come lo sono i tanti altri conflitti nel mondo.

    A parte prendere le distanze un’ulteriore debolezza che emerge da parte europea è di non avere dimostrato alcun tipo di deterrenza in questo contesto. Spiego meglio.

    Un paese in macerie come l’Iran ha continuamente lanciato proclami e minacce relative soprattutto allo Stretto di Hormuz, con ritorsioni eventuali sulle navi in transito. Noi europei come abbiamo risposto a queste minacce? Con il nulla. Chiacchiere sulla diplomazia che non portano mai da nessuna parte, così come è stato ed è tuttora per la guerra tra Russia e Ucraina.

    Cosa avrebbe potuto fare l’UE in merito a questa crisi, se non fosse un manipolo di fighette impaurite?

    Per prima cosa: un distacco dal conflitto; pur facendo pesare i crimini del regime che durante le manifestazioni antecedenti la guerra ha eseguito un figlicidio di 40.000 persone.

    Secondo: minacciare l’uso della forza nel caso di ritorsioni anche sui nostri interessi nella zona. Scenario che effettivamente è avvenuto, date tutte le criticità che stanno emergendo sui carburanti.

    Cosa intendo per uso della forza? Semplicemente, l’invio di forze navali nello stretto di Hormuz. Complessivamente l’UE dispone di 500 navi (di vario genere). Mandare delle fregate a presidiare lo stretto in seguito alla compromissione dei nostri interessi economici avrebbe avuto senso.

    Senso che non è in testa ai burocrati cagasotto di Bruxelles che hanno deciso di non implementare ulteriormente la missione nel Mar Rosso Aspides, anche a Hormuz. Vi lascio qualche piagnisteo di seguito.

    “Non ce la facciamo, troppa faticah!”

    “Non siamo capacih!”

    “Stiamocene buoni buoni e paghiamo il diesel 5,00€ al litro“

    È assolutamente il peggior momento per essere docili pecorelle.

    F.