Sono un docente della scuola pubblica della Repubblica Italiana.
Essere docenti significa, per me, essere il più possibile oggettivi e politicamente distaccati nell’esercizio di questa delicatissima mansione.
Ci sono notizie proprio di questi giorni, relative a “liste di proscrizione” verso (pessimi) docenti di sinistra.
Un docente nello svolgimento della propria funzione deve essere docente e basta. La Repubblica ha valori cardinali sui quali deve essere fondata l’azione educativa. Non sventagliare ideologie soggettive.
Ideologie malate e nichiliste con annessa paccottiglia gender dovrebbero essere al massimo oggetto di analisi. Come le infami ideologie che hanno avvelenato il Novecento. Non ne andrebbe favorita a scuola l’attualizzazione.
Sono fermamente contrario a questo tipo di istruzione contaminata dall’ideologia. Tuttavia, anche le mie idee quando scrivo qui, non sono pienamente compatibili con i valori principali della Repubblica.
Per questo nell’esercitare la mia esiziale funzione di insegnante, metto da parte il mio pensiero soggettivo e cerco di trasmettere ai ragazzi valori universali, comuni e per quanto possibile oggettivi.
Valori che nella scuola italiana, perlopiù in mano a persone di sinistra, spesso vengono accantonati per valori moderni.
Non scrivo come leone da tastiera, ma come persona che ormai da anni vive la scuola italiana.
Dato che siamo esseri unici e non scindibili, esporre le mie idee pubblicamente con informazioni sulla mia persona, confliggerebbe molto, dal mio punto di vista, con il mio lavoro.
Per questo, finché sarò docente, in questo spazio resterò anonimo.
F.
