Ci vogliono deboli e disarmati.

Ennesima riflessione su come lo stato (sicuramente) vuole renderci completamente inabili a difenderci.

Vi riporto di seguito una notizia e un commento a un video che ho visto ieri, relativo al rilascio dei porti d’arma per difesa personale. Partiamo dalla cronaca. A fine articolo vi esporrò la mia riflessione.

Negli ultimi giorni tutti avrete sentito parlare della condanna a 18 anni all’imprenditrice che ha ucciso, investendolo diverse volte, un marocchino (strano) pochi minuti dopo averla rapinata. Per i posteri, lascio qui un link ad ANSA.

L’imprenditrice balneare di Viareggio, Cinzia Dal Pino, nel settembre 2024 subisce il furto della borsa da parte di Noureddine Mezgui, risorsissima senza fissa dimora. Invece di chiamare la polizia, lo cerca con il suo SUV, e una volta trovatolo a zonzo con la sua borsa, decide di farsi qualche giretto su di lui col suo tank, fino ad ucciderlo. Dopo essere scesa dall’auto, recupera la borsa e se ne va. Tutto viene ripreso dalle telecamere di sorveglianza.

Ovviamente è una scena degna di un western, e ci sta che la Signora Cinzia sia stata condannata. Siamo sicuri però che sia una feroce assassina degna di meritare 18 anni di condanna? Inizialmente l’accusa aveva fatto pressione per l’ergastolo.

Probabilmente i carissimi giudici, dalla lontananza del loro pianeta Marte, non hanno considerato lo stato psicologico di Cinzia, che si è ritrovata con mezza vita, praticamente, strappata dal suo controllo ed è stata “posseduta” da uno stato di follia omicida. Il signor marocchino se si fosse fatto gli affari suoi, forse adesso non sarebbe all’altro mondo. Il tizio era scappato dal Marocco 24 anni prima della morte, utilizzando i peggiori trucchi per non esser rispedito tra i suoi simili. Una perfetta risorsa insomma.

Ovviamente piena solidarietà a questa povera disgraziata, per quanto possa valere. Spero in riduzioni di pena e quant’altro.

L’altro oggetto di analisi di questo articolo, è un video del canale YouTube della rivista Armi e Tiro. Trovate il video qui

In questo video, Il Dott. Ruggero Pettinelli che spesso parla in questi contenuti di legislazione relativa al settore armiero, perde un pochino la sua solita compostezza e attacca tutto il carrozzone burocratico che si occupa del rilascio dei porti d’arma per difesa personale.

Questo tipo di porto d’arma è estremamente complesso da ottenere, perché, praticamente permette al suo possessore di girare con armi (occultate) addosso.
Le persone più titolate per avere licenze di questo tipo sono rappresentanti che trasportano preziosi, oppure, come in uno degli esempi del video, persone ad altissimo rischio di aggressione, come un medico di ambulanza a cui è stata negata la licenza perché “ha scelto lui di lavorare in un ambiente rischioso e quindi, se vuole stare più sicuro, può trasferirsi altrove”. Ragionamenti degni dei peggiori 5 Stelle.

Pettinelli critica sarcasticamente che le questure considerano il rilascio delle licenze solo dopo che una persona è già stata vittima di qualche aggressione o situazione che con un’arma, forse, sarebbe stata evitabile e contrastabile. Insomma, se sei un superstite FORSE potresti ricevere questo tipo di porto.

Per concludere: l’Imprenditrice trattata come un pericoloso serial killer e le forze dell’ordine sempre più restie a rilasciare licenze per consentire un’efficace autodifesa ai cittadini mi son parse i soliti ulteriori pezzi di un puzzle che complessivamente va a disegnare uno stato che ci vuole obbedienti come cagnolini ammaestrati, (vi ricordate il vecchio albanese caduto nel pozzo?)incapaci e remissivi.

Quante persone hanno dovuto soffrire per anni a causa di qualche criminale a cui è andata male la giornata lavorativa?

Come riportato anche nel video, un primo segnale di insoddisfazione verso chi si occupa di ordine e di giustizia, sarebbe stato quello di far passare il referendum sulla giustizia, ma a quanto pare, la maggioranza degli italiani preferisce una perenne lobotomia.

F.