Finirla con le ipocrisie e pensare seriamente a riaprire alla Russia

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L’Europa ha deciso di prolungare oltre ogni limite la zavorra legata alla guerra in Ucraina. Oramai nessun paese ha posizioni avverse alla Russia così nette. Perché non tornare sui propri passi e ragionare di una possibile riapertura alla Russia?

Prima di tutto. Chi scrive spera che la guerra in Europa finisca adesso, odia il regime putiniano e quant’altro. Ci mancherebbe.

Tuttavia, dal 24 febbraio 2022 è passato molto tempo e lo stesso è accaduto nel mondo. Ho sempre pensato che l’unico vero modo di aiutare questo paese fosse quello di mandare uomini e mezzi sul campo. Gli americani per un periodo hanno fornito strumenti per resistere, come abbiamo fatto e stiamo facendo in Europa.

Il vero sostegno e vicinanza seria a un paese, però, credo sia anche la disponibilità, eventualmente, a sacrificare qualche vita umana per la causa. Da questo punto di vista sono stati più coraggiosi i nord coreani di noi intelligentissimi europei. Insomma, abbiamo sostenuto in modo estremamente birbone il paese aggredito.

Il risultato è che l’Ucraina ancora resiste (non si sa come) ma il conflitto pare esser destinato a durare ancora a lungo. Sinonimo dell’inconsistenza e dell’ipocrisia europea.

Viviamo adesso con la guerra in Iran un momento pessimo, con carburanti e catene di approvvigionamento compromesse. Anche in questo caso UE assente o quasi come ho anche riportato nei miei ultimi articoli (che trovate qui e qua). I burocrati di Bruxelles e dei 27 ripetono la cantilena di “estraneità al conflitto”, ciechi di quanto sta accadendo e le problematiche ad esso legate. La Meloni anche dovrebbe darsi una svegliata.

Se non abbiamo voglia o coraggio di combattere dovrebbero iniziare a usare il buon senso. E qui partono i miei siluri. Chiedo perdono.

Ce la facciamo addosso a mandare supporto agli americani? Idem a osare infastidire il “potentissimo” Iran? A parte buoni propositi e riunioni inutili non siamo in grado di aiutare concretamente nessuno?

Infine, anziché avallare proposte ridicole e marziane, non sarebbe meglio gettare definitivamente la maschera e riprendere a interessarsi dei problemi interni, anziché agire come ONG del mondo? Sì, sto parlando proprio di riaprire a gas e petrolio russi.

Ogni paese degno di nota (Cina, Turchia, India per dirne solo alcuni) fa affari con questo smisurato paese, ma anche e tranquillamente con l’Ucraina. Siamo rimasti solo noi europei a fare la parte dei buoni. Ai comuni cittadini, che lavorano e portano avanti le nazioni, interessa vivere serenamente senza la paura di pagare 5,00 euro al litro gasolio o benzina.

Non dimentichiamo che anche la Russia è in una situazione critica, dato il peso della guerra sull’economia e l’umore della popolazione. Possiamo benissimo continuare a fornire supporto all’Ucraina e acquistare ciò che ci serve dalla Russia, come fanno gli altri.

Nessuna maestrina verrà a tirarci le orecchie. Serve una nuova classe politica e un nuovo pensiero volto all’azione e non alla reazione.

F.

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