Categoria: Politica

  • Gli errori del governo Meloni su immigrazione e sicurezza

    Il 2026 verrà ricordato dai milanesi per il saccheggio della loro città da parte di saraceni e delinquenti nel mese di ottobre. Qui si ricorderà cosa non ha fatto il governo italiano per impedire questo scempio…

    e cosa probabilmente potrebbe impedirgli di mantenere il potere dopo le prossime elezioni. Credo che un governo di sinistra sia al pari di una piaga biblica, considerando i soggetti del cosiddetto “campo largo” (Schlein, Conte, Bonelli, Fratoianni). Dai recenti sondaggi pare che complessivamente questa banda di cialtroni sia avanti per numero complessivo di voti. Soggettivamente, questi sondaggi mi sembrano tutta una fregatura per influenzare chi ne legge i risultati da una parte o dall’altra.

    Comunque, l’oggetto di questo articolo è un’analisi dei punti in cui il governo ha fallito basandoci sull’exploit dei saccheggi di Milano, ma anche tutte le devastazioni intercorse dal 2022. Non giriamoci intorno, Meloni è alla guida del governo perché aveva promesso di risolvere i problemi più importanti del paese (adesso): immigrazione e sicurezza.

    Non inventerò nulla, e prenderò come riferimento il programma depositato da Fratelli d’Italia per le ultime elezioni. Metto sia il PDF scaricabile da questo blog che link diretto.

    Immigrazione

    Nel programma del 2022, a pagina 8, Fratelli d’Italia prometteva il “controllo delle frontiere e blocco degli sbarchi”. Giorgia Meloni, in campagna elettorale, aveva anche spinto forte sull’idea del blocco navale. Eppure, nel 2023 gli sbarchi sono saliti a 157.651, contro i 105.131 del 2022. Nel 2024 sono poi scesi a 66.617, restando sostanzialmente stabili nel 2025, con 66.296 arrivi. Il calo rispetto al picco del 2023 è evidente, ma gli sbarchi non sono stati bloccati. E a quasi a fine legislatura, il blocco navale non è stato introdotto: nell’aprile 2026 è stato approvato dal Consiglio dei ministri un disegno di legge sul tema, rimasto però fermo in Commissione. Credo questo rispolvero sia stato una meteora in occasione della batosta del referendum sulla giustizia (e leggetevi pure il mio articolo in merito, dai) e dell’ascesa di Vannacci.

    I rimpatri e il modello Albania
    Un altro impegno centrale era rendere più efficaci le espulsioni. I rimpatri forzati sono stati 3.538 nel 2024 e 2.959 nel 2025: numeri che mostrano quanto sia difficile trasformare gli annunci in risultati concreti. Anche il progetto dei centri in Albania, presentato come una svolta nella gestione dei migranti, ha incontrato ripetuti ostacoli giudiziari.

    Mega parentesi: in questo blog, i giudici rossi li abbiamo pizzicati in diverse occasioni. Vi metto di seguito qualche articolo di riferimento:

    Liberi di scassare – Sulle città devastate e le decisioni marziane dei giudici. Terribilmente attuale.

    23 conndANNI e non sentirli – Risorsa loschissima colleziona 23 FOTTUTE condanne in Italia ma non si riesce a rispedirlo in Algeria. Gli dobbiamo anche dei soldi. Mamma-stommale. Depressione.

    Gli altri Roggero: i principali casi del dibattito sulla legittima difesa. – Non direttamente collegato ai giudici rossi, ma il caso del gioielliere Roggero, rovinato anche economicamente da una rapina, ci riporta ai giudici dell’Iperuranio rosso.

    Tornando ai rimpatri, al 14 luglio 2026, secondo i dati riportati alla Camera, erano state trasferite a Gjadër 685 persone, ma soltanto 101 risultavano rimpatriate. Tenete conto che gli immigrati irregolari in Italia sono intorno ai 340.000. Non tutti vanno rimpatriati ma sicuramente con questi numeri striminziti non si ripulisce il Paese dagli ospiti indesiderati e si evince la scarsa efficienza di queste misure.

    Sicurezza
    Il programma prometteva più risorse per le Forze dell’ordine, il contrasto alla microcriminalità e alle baby gang, oltre alla riqualificazione delle aree degradate. Ma i dati sui reati denunciati non raccontano un miglioramento generalizzato: nel 2024 sono stati registrati 2.399.347 delitti, il 2,5% in più rispetto al 2023. I furti sono aumentati del 3,3% e le rapine del 2,3%. Questo non significa che ogni misura del governo sia stata inutile, né che tutti i reati siano aumentati. Significa, però, che dopo anni di promesse e 8 decreti sicurezza sembra che il problema sia endemico e che il governo abbia fatto tutto tranne l’operazione principale e più coraggiosa, ovvero dare più poteri alle Forze dell’ordine. In pratica è come preparare dei buoni contorni a un pranzo, ma dimenticarsi della portata principale. A detta di giornalisti come Alessandro Sallusti, Nicola Porro e Maurizio Belpietro, per citarne alcuni, dopo il G8 di Genova, la libertà operativa delle Forze dell’Ordine è stata notevolmente ridimensionata. Guardando i recenti avvenimenti, direi che è stata quasi equiparati a quella dei civili.

    A parte questi fiaschi, guardandoci intorno, reputo che Meloni sia una delle migliori politiche non solo italiani, ma di tutta Europa (forse non ci vuole poi molto, considerando gli zombie Merz, Macron, Sanchez e Burnham). Un altro governo Meloni, rafforzato da un’ulteriore conferma alle prossime elezioni potrebbe tappare questi buchi? Dubito, data la vocazione europeista acquisita dalla coalizione governante una volta preso il potere.

    F.

    Fonti
    – Programma elettorale del centrodestra 2022
    Le promesse di Meloni su sicurezza e immigrazione.

    – Ministero dell’Interno: sbarchi e accoglienza
    Sbarchi: il picco del 2023 e il successivo calo.

    – Garante nazionale: rimpatri forzati 2024-2025
    Rimpatri effettivi: i numeri del Viminale.

    – Camera dei deputati: dati sul centro in Albania
    Gjadër: trasferimenti e rimpatri effettivi.

    – Rapporto Antigone: criminalità in Italia
    Reati denunciati: l’andamento nel 2024.

    – Fondazione ISMU: 31° Rapporto sulle migrazioni
    Immigrazione irregolare: la stima di 339.000 persone al 1° gennaio 2025.

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  • Partiti esotici: Pro Italia

    Primo articolo di una (spero) lunga serie, dove vorrei parlare un po’ di partiti lontani dal mainstream. Pro Italia è uno di quelli che merita assolutamente un po’ di notorietà.

    Questo blog ha un taglio decisamente destrorso, pertanto, potrebbe essere accostato a ideologicamente partiti quali Lega, FDI e Futuro Nazionale. Tuttavia, esistono anche altre realtà politiche spesso ignorate, che hanno una loro identità ben definita.

    La prima di cui voglio parlare è Pro Italia. Questo partito, semisconosciuto, ha secondo me due grandi punti di forza: la proposta di uscita dall’UE e il presidente Matteo Brandi, che espone sempre ragionamenti molto intelligenti e condivisibili.

    Come scritto spesso sugli articoli di questo blog:

    Una firma per salvare gli europei: Save Europe Act.
    L’auto sabotaggio europeo – edizione 2026
    Finirla con le ipocrisie e pensare seriamente a riaprire alla Russia

    È impossibile non pensare, passando per complottisti, che a Bruxelles e Strasburgo qualcuno ci voglia male e stia agendo per conto di terzi. Dal 2002 ci hanno inculcato che senza UE ed euro non si può vivere e non si può andare avanti. Ma adesso come stiamo andando? La crescita del paese è risicata sempre allo zero virgola qualcosa e la maggior parte degli italiani più giovani sono stati ridotti a degli eterni bambinoni timorosi delle responsabilità (leggetevi anche questo articolo che male non fa).

    In questo contesto di mediocrità e apatia, un partito come Pro Italia è una boccata di aria fresca rispetto ai parrucconi in parlamento.

    Il manifesto di Pro Italia ruota attorno a un’idea centrale: restituire all’Italia la piena sovranità politica, economica e culturale. Il Paese ha progressivamente perso la capacità di decidere del proprio futuro a causa dei vincoli dell’Unione Europea, della globalizzazione e dell’eccessiva burocrazia. È esiziale in questo contesto l’uscita da UE e dall’euro, e perseguire una geopolitica fortemente incentrata sugli interessi dell’Italia. Del manifesto mi piacciono molto le parti inerenti anche all’istruzione e al green che sono praticamente diventati ricettacoli di ideologie malate e contrarie alla libertà di opinione.

    Come scritto a inizio articolo, un altro punto di forza del partito è il presidente Matteo Brandi. Al di là del giudizio politico, credo sia uno dei pochi a proporre ragionamenti articolati, coerenti e pragmatici senza limitarsi alle poesiucole che ripetono molti mob dei vari partiti online e in televisione. Vi consiglio soprattutto i suoi contributi YouTube nel canale Galt Media. Inoltre, Matteo Brandi fa anche concorrenza a questo blog, dato che ne ha uno anche lui. Eccolo qui.

    Tornando, infine, a Pro Italia, vi invito a guardare il sito ed eventualmente sostenerli. Spero vivamente che riescano anche a entrare in parlamento e diffondere il più possibile le loro idee.


    proitalia.org

    F.

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  • Trump ha davvero perso in Iran? Una lettura diversa dell’accordo

    La maggior parte dell’industria culturale ha deciso che Trump è stato sconfitto in Iran… ma è davvero così?

    Giornali e giornalai hanno stabilito che gli USA con la guerra in Iran le hanno buscate malamente. Secondo costoro, basta guardare i 14 punti dell’accordo del 17 giugno del 2026 per rendersene conto. Io ci ho visto cose diverse e molto buone per gli USA.

    Come riferimento lascio link ad ANSA per confronto con il mio articolo. Questa lista dovrebbe essere estremamente autorevole dato che proviene da Bloomberg News, agenzia stampa dell’omonimo colosso finanziario.

    In particolare voglio focalizzarmi sui punti 6 e 10. Il primo inerente a un fondo internazionale di 300 miliardi di dollari per l’Iran, il secondo sulla rimozione delle sanzioni americane all’Iran.

    Guardando questi punti un qualsiasi mob potrebbe pensare che a guadagnarci sarebbero esclusivamente i puzzoni persiani… invece credo non sia affatto così.

    Per il sesto punto, i 300 miliardi, il primo paragone che mi è venuto in mente è stato quello con il Piano Marshall post Seconda Guerra Mondiale. In quel caso gli USA avevano stanziato 13,3 miliardi di dollari (che corrisponderebbero a 160 – 180 miliardi di oggi). Quel piano di ricostruzione cosa ha portato agli Stati Uniti? Una grande quantità di lavoro, investimenti e la nascita delle sue principali “colonie” europee. Ha praticamente creato quel concerto di paesi, simili per idee e modi di vivere che oggi chiamiamo Occidente.

    Lo stesso potrebbe succedere all’Iran con questo accordo: non solo si riverserebbe una quantità di soldi mostruosa da parte di aziende americane e partner regionali, ma gli USA riuscirebbero a penetrare dopo decenni in un nuovo mercato di 90.000.000 di persone, tutto da costruire.

    Ad aiutare la costruzione di questo mercato cosa altro aiuterebbe ad accelerarne lo sviluppo e l’attuazione? Esattamente: lo sblocco dei capitali iraniani attualmente sotto sanzione, come riportato nel punto 10 dell’accordo. Gli USA danno sia il pesce che le canne per pescarlo agli iraniani.

    Se così fosse, gli USA oltre a creare una nuova colonia, andrebbero anche a ridurre l’influenza della Cina nei confronti di Teheran.

    F.

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  • Una firma per salvare gli europei: Save Europe Act.

    Con un parlamento europeo completamente passivo e impotente verso potenze esterne ostili e predatorie, i patrioti europei si giocano tutto con una raccolta firme per sbattere in faccia ai burocrati le criticità dell’immigrazione incontrollata e irrazionale.

    Il Remigration Summit svoltosi a Figueira da Foz (Portogallo) del 30 maggio 2026, ha raccolto e richiamato tutti i rappresentanti dei movimenti più destrorsi che ci siano in Europa, ma anche MAGA americani. Questa è solo una delle ultime iniziative (sempre più seguite) di tutti quei movimenti nazionalisti che parlano di remigrazione, Europa delle nazioni e contrasto alla sostituzione etnica in corso (di cui vorrei preparare il prima possibile un articolo con dati e non chiacchiere). Tutte cose che in questo blog sono estremamente apprezzate.

    Vi riporto un articolo dettagliato di ANSA in merito. Dati i temi trattati, ovviamente, l’articolo non disdegna di rappresentare i vari partecipanti come una sfilata di villain di qualche serie moderna di Netflix. Quelle piene di neri, asiatici e donne perfettamente odiose per intenderci.

    I nostri villani, questa volta, anziché limitarsi alle attività dell’evento (ovviamente a porte chiuse per non “infastidire” tutta la p.oc. in zona) lo hanno utilizzato come occasione di lancio per la raccolta firme dell’ECI (Iniziativa cittadini europei) denominata Save Europe Act.

    Il Save Europe Act è un’iniziativa che chiede all’Unione Europea di ridurre drasticamente l’immigrazione extraeuropea, rafforzare le frontiere, aumentare i rimpatri e introdurre politiche volte a preservare la continuità demografica e culturale dei popoli europei, che come abbiamo visto (poco in realtà a causa dell’industria culturale tutta “globalista”) in Regno Unito e Francia.

    Questa raccolta firme se si raggiunge il milione di adesioni, potrebbe essere messa sul tavolo della Nana Malefica di Bruxelles. Sicuramente i “piegati” del Parlamento europeo non considereranno minimamente di trasformare in legge questa proposta, ma noi non comunisti, abbiamo il dovere di far raggiungere almeno il quantitativo di firme necessario.

    Al momento della pubblicazione di questo articolo sono state superate appena le 283.000 firme. Non il massimo a quasi una settimana dall’apertura della piattaforma. Non c’è da stupirsi dato che abbiamo quasi tutto il mondo contro.

    Sostenete la raccolta firme qui, fate firmare tutte le persone ragionevoli e se potete fate una donazione. Ovviamente, dopo averla fatta a me. Dateci dentro con le firme! Grazie!

    F.

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  • Lo “strano” silenzio dei media sul tonfo di Starmer alle elezioni locali in UK

    La sinistra britannica subisce una sconfitta colossale con tutte le conseguenze del caso, ma i media italiani preferiscono bruciarci i neuroni con Garlasco.

    La maggior parte dei media ha parlato di dati “digeriti” sulle amministrative nel Regno Unito, in cui emerge una chiara sconfitta di Starmere e Trionfo di Nigel Farage. (vi riporto un articolo per focalizzavi su cosa sto parlando) ma qui vi scrivo per comodità alcuni dati “sintetici” e consultabili per i più cerebrali, direttamente dalla fonte, wikipedia

    Perché i laburisti inglesi hanno preso una grande mazzata? Queste elezioni hanno coinvolto 5.066 seggi in Inghilterra e Galles, distribuiti in 136 consigli locali tra London boroughs (entità londinesi simili ai municipi di Roma) ed unità amministrative più piccole. Sono stati eletti anche 6 sindaci con voto diretto. In Galles si è votato per il rinnovo del parlamento interno (Senedd).

    Di seguito i dati sintetici di quanto accaduto per i vari seggi.

    PartitoChe partito èSeggi acquisitiVariazione
    Reform UK Se non sapete chi sono cambiate sito.1.453+ 1.451
    Labour partyPrincipale e storico partito di sinistra inglese, quello di Starmer.1.068 – 1.496
    ConservatoriPartito di centrodestra tradizionale, anche qui si continua a prender mazzate.801 – 563
    Liberal DemocratsForza centrista e europeista.844+ 155
    Green PartyLa solita paccottiglia ambientalista. In crescita.587+ 411

    Complessivamente, basandoci sui seggi, il Labour scende a 28 consigli, perdendone 38, mentre i Conservatori si fermano a 9, con un calo di 6 amministrazioni.

    I Liberal Democrats salgono a 15 consigli, guadagnandone uno, mentre Reform UK entra “de botto” per la prima volta conquistando 14 consigli. Anche il Green Party ottiene fa un buon risultato, arrivando a 5 consigli. 23 consigli sono senza maggioranza e a differenza dell’Italia, non ci saranno ballottaggi ma dovranno arrangiarsi da soli per amministrare.

    Queste elezioni riprendono anche le generali intenzioni di voto.

    Secondo la media dei sondaggi aggiornata all’11 maggio 2026, Reform UK si attesterebbe al 28% delle intenzioni di voto, confermandosi primo partito nel Regno Unito. Conservatori, Labour e Verdi risulterebbero invece raccolti attorno al 17%, segnalando una frammentazione senza precedenti del quadro politico britannico. I Liberal Democrats si manterrebbero attorno al 14%.
    Potete guardare tutto chiaramente sul portale YouGov.

    Dal portale electoralcalcolus.co.uk (alla data odierna del 13/05/2026) Reform UK diventerebbe il primo partito per voti e seggi, passando dal 14,7% al 26,8% dei consensi e da 5 a 248 seggi alla Camera dei Comuni. Per i due grandi partiti perdita del 20% dei voti previsti. Parliamo sempre di sondaggi, ma l’andazzo sembra essere quello tracciato nelle ultime elezioni.

    Il Regno Unito è solo l’ultimo caso di svolte o consolidamenti nazionalisti nei governi. In Ungheria dopo Orban è stato confermato un partito di destra, guidato da Péter Magyar. In Bulgaria le ultime elezioni sono state vinte da Radev, esponente di una sinistra nazionalista e pro-russia.

    In Italia la copertura mediatica di questi importanti cambiamenti è stato estremamente blando e, secondo me, sono stati oggetto di discussione in modo insufficiente.

    Da elettore di destra, noto che a parte alcuni giornali come Il Giornale o Il Tempo, a livello televisivo l’informazione è sempre più orientata a una narrazione filo-progressista e chi vuole un’informazione più focalizzata sui temi di destra è costretto a informarsi su canali più informali, come ad esempio YouTube.

    F.

    PS Il governo UK sta ancora peggio di quanto scritto: quattro ministre e sottosegretarie si sono dimesse nelle ultime ore. Molti deputati laburisti chiedono un cambio di leadership, di cui ci sono già dei nomi. Vi lascio articolo qui.

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  • Finirla con le ipocrisie e pensare seriamente a riaprire alla Russia

    L’Europa ha deciso di prolungare oltre ogni limite la zavorra legata alla guerra in Ucraina. Oramai nessun paese ha posizioni avverse alla Russia così nette. Perché non tornare sui propri passi e ragionare di una possibile riapertura alla Russia?

    Prima di tutto. Chi scrive spera che la guerra in Europa finisca adesso, odia il regime putiniano e quant’altro. Ci mancherebbe.

    Tuttavia, dal 24 febbraio 2022 è passato molto tempo e lo stesso è accaduto nel mondo. Ho sempre pensato che l’unico vero modo di aiutare questo paese fosse quello di mandare uomini e mezzi sul campo. Gli americani per un periodo hanno fornito strumenti per resistere, come abbiamo fatto e stiamo facendo in Europa.

    Il vero sostegno e vicinanza seria a un paese, però, credo sia anche la disponibilità, eventualmente, a sacrificare qualche vita umana per la causa. Da questo punto di vista sono stati più coraggiosi i nord coreani di noi intelligentissimi europei. Insomma, abbiamo sostenuto in modo estremamente birbone il paese aggredito.

    Il risultato è che l’Ucraina ancora resiste (non si sa come) ma il conflitto pare esser destinato a durare ancora a lungo. Sinonimo dell’inconsistenza e dell’ipocrisia europea.

    Viviamo adesso con la guerra in Iran un momento pessimo, con carburanti e catene di approvvigionamento compromesse. Anche in questo caso UE assente o quasi come ho anche riportato nei miei ultimi articoli (che trovate qui e qua). I burocrati di Bruxelles e dei 27 ripetono la cantilena di “estraneità al conflitto”, ciechi di quanto sta accadendo e le problematiche ad esso legate. La Meloni anche dovrebbe darsi una svegliata.

    Se non abbiamo voglia o coraggio di combattere dovrebbero iniziare a usare il buon senso. E qui partono i miei siluri. Chiedo perdono.

    Ce la facciamo addosso a mandare supporto agli americani? Idem a osare infastidire il “potentissimo” Iran? A parte buoni propositi e riunioni inutili non siamo in grado di aiutare concretamente nessuno?

    Infine, anziché avallare proposte ridicole e marziane, non sarebbe meglio gettare definitivamente la maschera e riprendere a interessarsi dei problemi interni, anziché agire come ONG del mondo? Sì, sto parlando proprio di riaprire a gas e petrolio russi.

    Ogni paese degno di nota (Cina, Turchia, India per dirne solo alcuni) fa affari con questo smisurato paese, ma anche e tranquillamente con l’Ucraina. Siamo rimasti solo noi europei a fare la parte dei buoni. Ai comuni cittadini, che lavorano e portano avanti le nazioni, interessa vivere serenamente senza la paura di pagare 5,00 euro al litro gasolio o benzina.

    Non dimentichiamo che anche la Russia è in una situazione critica, dato il peso della guerra sull’economia e l’umore della popolazione. Possiamo benissimo continuare a fornire supporto all’Ucraina e acquistare ciò che ci serve dalla Russia, come fanno gli altri.

    Nessuna maestrina verrà a tirarci le orecchie. Serve una nuova classe politica e un nuovo pensiero volto all’azione e non alla reazione.

    F.

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  • Una Meloni impaurita volta alle spalle ai propri elettori.

    Il Capo del Governo, soprattutto negli ultimi tempi, sembra che debba sempre rendere conto all’opposizione dell’operato dell’esecutivo. Dopo la mazzata del referendum, la pavidità della Meloni è emersa in modo ancora più marcato.

    Il grosso problema di Meloni è che ha sempre bisogno di spiegare qualunque cosa.

    Si vogliono mandare a casa Del Mastro e Santanché? Ci deve argomentare dettagliatamente il motivo. Viene fatta un’inchiesta fasulla e infamante su di lei e un pentito di mafia, basata su una foto del 2019? Ci spiega sui social che non è affatto così. Gli invertebrati di sinistra in parlamento chiedono di riferire stronzate ogni giorno (schieramenti, prese di posizioni, ferme condanne, propalismi e quant’altro), ebbene, lei ci spiega tutto per filo e per segno.

    Tutto questo bisogno di spiegoni si può liquidare in due parole: debolezza e paura.

    Un primo ministro forte non ha bisogno di spiegare e dare adito alle sciocchezze riportate dalle opposizioni, che farebbero di tutto pur di affossare chi governa al posto loro. Opposizioni che non vengono mai attaccate quando necessario, come nel caso dell’abominio Salis che infesta il parlamento europeo.

    Le uniche cose che dovrebbe spiegarci Meloni sono le attività che svolge il suo esecutivo. Da un po’ di giorni, invece, come anticipato, sento solo parlare di sciocchezze e gossip inutili (ovviamente tutti incalzati dai sinistri).

    Spiegata la debolezza, passiamo alla paura. Fresche fresche sono le prese di posizione contro Israele e Trump. L’interruzione dell’automatismo per cui l’Italia ogni 5 anni rinnova automaticamente gli accordi di difesa con Israele è stato bloccato. Una mossa degna del peggior Bordelli o Stupidelly.

    Per quanto riguarda Trump valgono le stesse considerazioni. Trump attacca il Pontefice? Perché non mantenere una posizione più diplomatica anziché schierarsi direttamente in sua difesa, con fare “minaccioso” verso il Tycoon? Elly e il campo santo, riscoperti momentaneamente fervidi cattolici, non avrebbero gradito?

    Ancora, le considerazioni di Trump, fatte alla Trump non sono legittime? Riflettendo bene, Il Pontefice e la sua cerchia (non la Chiesa vera fatta nelle parrocchie) hanno sempre tenuto una linea tiepida verso terroristi e regimi (eredità del “caro” Francesco).

    Inoltre, tornando al Maledetto Hormuz, non è nell’interesse dell’Italia che lo stretto sia privo di minacce? Certamente, ma alla Meloni, che si è mostrata una semplice politica anziché una statista, interessano a quanto sembra più i sondaggi che le idee, altrimenti non inseguirebbe le bandierine dettate dalla marcissima sinistra.

    F.

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  • L’insopportabile mollezza europea nella guerra in Iran

    I nostri governatori anziché far prevalere il benessere e gli interessi di noi europei, come al solito, hanno fatto molte chiacchiere ma pochissimi fatti.

    La guerra in corso non è iniziata per colpa dell’Europa, qui non credo ci siano dubbi. Sicuramente avremmo dovuto prendere le distanze dall’attacco con più decisione su questo conflitto improvviso.

    Penso che Trump, se ha optato per l’operazione militare avesse le sue ragioni per farlo e spero che il conflitto termini con la resa dell’Iran, che è un cancro che affligge tutto il mondo. Risulta comunque un conflitto tra USA e Iran, come lo sono i tanti altri conflitti nel mondo.

    A parte prendere le distanze un’ulteriore debolezza che emerge da parte europea è di non avere dimostrato alcun tipo di deterrenza in questo contesto. Spiego meglio.

    Un paese in macerie come l’Iran ha continuamente lanciato proclami e minacce relative soprattutto allo Stretto di Hormuz, con ritorsioni eventuali sulle navi in transito. Noi europei come abbiamo risposto a queste minacce? Con il nulla. Chiacchiere sulla diplomazia che non portano mai da nessuna parte, così come è stato ed è tuttora per la guerra tra Russia e Ucraina.

    Cosa avrebbe potuto fare l’UE in merito a questa crisi, se non fosse un manipolo di fighette impaurite?

    Per prima cosa: un distacco dal conflitto; pur facendo pesare i crimini del regime che durante le manifestazioni antecedenti la guerra ha eseguito un figlicidio di 40.000 persone.

    Secondo: minacciare l’uso della forza nel caso di ritorsioni anche sui nostri interessi nella zona. Scenario che effettivamente è avvenuto, date tutte le criticità che stanno emergendo sui carburanti.

    Cosa intendo per uso della forza? Semplicemente, l’invio di forze navali nello stretto di Hormuz. Complessivamente l’UE dispone di 500 navi (di vario genere). Mandare delle fregate a presidiare lo stretto in seguito alla compromissione dei nostri interessi economici avrebbe avuto senso.

    Senso che non è in testa ai burocrati cagasotto di Bruxelles che hanno deciso di non implementare ulteriormente la missione nel Mar Rosso Aspides, anche a Hormuz. Vi lascio qualche piagnisteo di seguito.

    “Non ce la facciamo, troppa faticah!”

    “Non siamo capacih!”

    “Stiamocene buoni buoni e paghiamo il diesel 5,00€ al litro“

    È assolutamente il peggior momento per essere docili pecorelle.

    F.

  • Perché non tassare di più gli stranieri?

    In Italia paghiamo una quantità folle di tasse di vario genere. Perché non metterne qualcuna anche a degli ospiti a lunga permanenza?

    Benché l’attuale governo abbia predisposto un controllo sul flusso di denaro in uscita dall’Italia da parte degli stranieri alle loro famiglie, le cosiddette rimesse, di cui non parla proprio nessuno.

    Link articolo “Il Giornale”

    Penso che gli stranieri debbano contribuire di più al sostenimento del nostro paese.

    Non parlo di stritolare queste persone con tasse sui redditi aumentati del 50%, ma applicare un contributo addizionale minimo (1% oppure 3%) su ciascuna busta paga.

    Prendendo come riferimento questo portale, ogni anno gli stranieri versano circa 40 miliardi di euro di tasse. Applicando questo ulteriore rincaro, ad esempio con una tassazione al 3% si otterrebbero ogni anno circa un miliardo di euro in più.

    Non sarebbe per niente male, considerando che mosse ideologiche come il taglio dei parlamentari porta un risparmio annuale dei costi molto più basso, dell’ordine dei 60 milioni.

    Si potrebbe giustificare questo ulteriore contributo in tanti modi. E non sarebbero neanche illegittimi. La prima idea che mi viene in mente è quella di un piccolo contributo di ospitalità verso l’Italia: sei nostro ospite e devi contribuire un po’ più dei cittadini per tenere in piedi la baracca. Un’altra ipotesi è il debito pubblico italiano che è altissimo. Ancora meglio, una tassa per contribuire all’integrazione di stranieri… insomma, giustificare questa piccola tassa non sarebbe un problema.

    Rendere pubbliche le spese sostenute con questi soldi renderebbe ancora più giustificata la tassa, magari con un portale dedicato, come quello del PNRR. Data l’esiguità della tassa, non credo che favorirebbe strategie ulteriori di evasione fiscale.

    Non venitemi a parlare in questo periodo storico di trattati, accordi e quant’altro: mi pare che oggi ogni stato abbia ampio margine un po’ dove vuole. In Europa abbiamo paradisi fiscali come Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Cipro e la stessa Ungheria, perché qui non potremmo gestire un’entrata addizionale e lecita da parte di cittadini stranieri?

    F.

  • Nella lotta contro le forze del male, abbiamo deciso di non schierarci.

    La scelta italiana per la guerra in Iran ha senso, ma è innegabile che il regime criminale può essere sconfitto solo in questo modo.

    Questa è una semplice riflessione alla luce dell’ulteriore decapitazione incorsa nel regime suicida di Teheran con la morte del segretario del consiglio supremo di sicurezza iraniano Larijani e Soleimani, capo delle forze paramilitari Basij, una sorta di SS più povere e puzzolenti.

    Più avanza il conflitto, più sono convinto che l’unico modo per fermare questa gente sia quello intrapreso da Trump e Netanyahu. La diplomazia o la ragione con questi regimi esaltati e anacronistici è inutile. Serve violenza e guerra. Parole e concetti terribili, ma che non vanno mai dimenticati e che devono sempre essere un deterrente plausibile e utilizzabile.

    Non dimentichiamo chi ha iniziato questo caos il 7 ottobre del 2023 e quello che hanno combinato gli esaltati armati dall’Iran.

    Vi rinfresco la memoria con questo link. A cui sconsiglio la visione a persone sensibili, perché sembrano immagini di un qualche film horror.

    Il governo italiano è in una posizione scomoda, poiché il nostro è un paese esportatore e la sua posizione ci quasi obbliga ad avere rapporti regolari con paesi di qualunque genere, incluso l’Iran, di cui a Roma è presente tutt’ora ambasciata e ambasciatore. Buona parte del petrolio che si utilizza in Italia viene dal Golfo Persico, gli scambi commerciali si aggirano intorno al miliardo di euro l’anno e abbiamo anche un voto importante a breve.

    Avrei di gran lunga preferito un posizionamento più favorevole verso gli USA, con i quali si poteva trattare un supporto in cambio di qualche favore geopolitico ed economico.

    Inoltre, sono convinto che la maggior parte di noi, sinceramente, è felice che questa regime criminale e suicida stia crollando pian piano sotto le bombe di chi vogliono distruggere.

    Nel 2021 hanno addirittura redatto una proposta di legge per questo.

    Dio faccia ciò che deve. Come sempre.

    F.