Categoria: Politica

  • Basi all’estero. Militari a casa. Poco senso.

    L’Italia è attiva in molti paesi del mondo con i suoi militari, per i motivi, giusti, più disparati. Adesso che c’è una guerra in corso e la loro presenza potrebbe essere strategica è giusto riportarli a casa?

    Parto da questo articolo de Il Sole 24 Ore per contestualizzare la mia riflessione.

    Abbiamo ridotto la presenza di militari in Medio Oriente per motivi di sicurezza un po’ in tutte le basi: In Iraq da oltre 1.000 a 141; in Kuwait riduzione a 100 militari; in Qatar e Bahrein tutti i pochi militari rimossi.

    Capisco la preoccupazione di tutti. Anche un mio parente stretto era in missione in Kuwait ed è stato riportato a casa, dopo giorni sotto a un bunker.

    È comunque da evidenziare che tra i compiti di un militare c’è anche questo. Quando ci si arruola, chi lo fa deve tenere conto della possibilità di ritrovarsi in situazioni difficili e non esser destinato esclusivamente a operazioni di routine alla stregua dei comuni dipendenti pubblici.

    Il ritiro di truppe denota secondo me, implicitamente, anche un segnale di estrema debolezza politica e decisionale rispetto agli altri paesi e ai nemici. Una debolezza che finora ho riscontrato nei confronti dell’Iran.

    Il Regime criminale ha infatti attaccato le nostre due importanti basi in Iraq e Kuwait, sapendo che ci fossero italiani. Lo stesso per tutti gli altri paesi del Golfo. Non capisco perché finora non ci sia stata una forte reazione da parte di quest’ultimi, dati i danni e le vittime provocati dagli attacchi.

    Da parte del nostro governo, c’è stato un ammonimento di qualche tipo verso l’Iran o delucidazioni dall’ambasciata (dato che in Italia c’è)? Finora no. Sono certo che si sta tentando di “tenere buono” il Regime per evitare le solite vigliaccate di attacchi terroristici e operazioni mirate verso di noi. Scelta che non condivido assolutamente.

    Non possiamo permettere ai criminali di fare quel che vogliono perché intimoriti dalle loro reazioni, anzi, dovrebbe essere il contrario.

    Per questo, pregherò ancora affinché questi criminali vengano spazzati via dalla Storia per sempre.

    F.

  • Se la Cina si sveglia, probabilmente sarà Terza Guerra Mondiale

    In questo momento di caos mondiale generalizzato, Pechino avrebbe e potrebbe costruirsi mille buone motivazioni per invadere e riprendersi Taiwan.

    Tra le potenze militari di serie A ci sono soltanto Cina e USA. Non vi è una terza. Subito dopo potremmo collocarvi la Russia. Tutte gli altri paesi a seguire. Tra questi tre principali attori, solo uno non è impegnato in un conflitto.

    Anche i sassi sono a conoscenza della volontà di Pechino di annettere definitivamente l’arcipelago di Taiwan (Repubblica di Cina), separato dalla Repubblica Popolare Cinese dal 1949. Taiwan come stato è oggi riconosciuto ufficialmente solo da 12 paesi nel mondo (tra questi Città del Vaticano, unico stato europeo). Basterebbe questo ad autorizzare un’operazione militare nei confronti dell’Arcipelago.

    Lo squilibrio militare tra le due cine è enorme e con l’America impegnata contro l’Iran, quale occasione migliore per riprendersi questi territori vitali per l’elettronica globale? L’azienda Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC), infatti, detiene il 70% del mercato dei semiconduttori, che sono materiali vitali per tutti i dispositivi elettronici. Controllare anche questa realtà conferirebbe a Pechino il monopolio quasi assoluto su tutta la filiera di terre rare e semiconduttori. In poche parole diventerebbero padroni del mondo. Ovviamente il principale garante della sicurezza della Piccola Cina sono gli USA, che hanno da sempre tutto l’interesse intuibile a proteggerne l’indipendenza.

    Per capire quanto sia abissale il divario delle forze militari tra le due cine, esiste un sito, che sembra abbastanza affidabile, nel quale è possibile confrontare le forze armate delle varie nazioni e le spese militari sostenute annualmente. Vi ho già predisposto il link con il confronto tra Repubblica Popolare e Taiwan.

    Potete controllare qui.

    Spero che qualche gerarca di Xi non legga questo articolo.

    Preghiamo.

    F.

  • Ringraziamo Dio che c’è Trump

    Trump è l’America all’ennesima potenza. È l’ultimo esempio di un Occidente forte, temibile e pronto a combattere. L’Asse del male ne sta uscendo malissimo. L’esatto contrario della molla ed effeminata Unione Europea.

    Forse l’America con Trump ha trovato il modo di far funzionare in modo efficace le proprie operazioni militari all’estero. Sembra effettiva la rinuncia ad esportare la democrazia in virtù di obiettivi più mirati ed “economici”.

    Dopo Maduro, sembra che anche in questa occasione il ruolo USA sia pensato principalmente per aiutare gli iraniani a sovvertire il regime teocratico. Regime che ha deliberatamente scelto il suicidio violento, dichiarando praticamente guerra a tutti gli stati arabi vicini, alleati con l’America. Non dimentichiamoci anche l’attacco ai siti nucleari in Iran lo scorso giugno, che è stato un ammonimento per il regime iraniano.

    Sarà difficile scardinare un regime che è in piedi da quasi 50 anni, ma come ha ben detto Trump… ora o mai più. Se interverranno anche i paesi arabi sarà più facile fiaccare la poco credibile resistenza del regime criminale.

    Insomma, dopo il soporoso Biden, Trump era proprio la figura che serviva all’America: pronto a tutto e senza troppi compromessi.

    I primi a uscirne malissimo da questa prima fase del conflitto sono i grandi alleati dell’Iran. Se per la Russia è comprensibile un certo isolamento, non si spiega dove sia la Cina, che teoricamente dovrebbe essere una potenza di pari livello degli USA.

    Potrebbe facilmente essere strategia, certo, ma la verità è che la Cina è ancora molto molto indietro rispetto agli USA a livello militare e geopolitico. Chissà se questo silenzio è in qualche modo legato a Taiwan. Speriamo di no.

    I grandi assenti della Storia in generale sono gli stati europei. Pare che dell’attacco iniziale ne fosse a conoscenza solo il cancelliere tedesco Merz. Dalle nostre parti parlare di forza e deterrenza è vietato. Magari qualche gruppo minoritario strampalato potrebbe offendersi.

    F.

  • La crescente importanza della remigrazione

    Il dibattito sulla remigrazione e la nascita di questo termine è relativamente recente.

    Nel 2023 era considerata semplicemente parolaccia dai soliti damerini, oggi invece la remigrazione è diventata un concetto cardine per i conservatori europei ma temuto e denigrato da comunisti e paccottigliame vario.

    Una struttura sistematica del concetto è sicuramente il libro “Remigrazione. Una proposta”(ISBN 979-1254622667) dell’attivista austriaco Martin Sellner pubblicato originariamente nel 2024.

    Anche in Italia questo concetto è diventato importantissimo per i movimenti di destra, di cui il più eminente interessato è la Lega di Salvini. Una moltitudine della quale oramai non fanno più parte Fratelli d’Italia e la Presidente del Consiglio.

    La remigrazione è diventata anche una tematica molto cara ai cittadini, che hanno votato il referendum per la proposta di legge ad hoc, che ad oggi ha superato il 100% delle firme necessarie (115.000 su 50.000 necessarie). Ne ho già parlato in occasione di una conferenza alla Camera, bloccata vigliaccamente dai soliti cialtroni rossi.

    Il centro vitale della remigrazione in Italia è l’omonimo comitato “Remigrazione e Riconquista”.

    Qui trovate la pagina ufficiale del comitato

    Come si può vedere agevolmente dal portale, con la legge proposta si vorrebbe una maggior controllo dei confini e degli accessi nel Paese, taglio di fondi per l’immigrazione ed enti che la favoriscono, politiche sociali che tutelano prioritariamente o esclusivamente gli italiani.

    Tutto sacrosanto: per troppo tempo abbiamo permesso di sfruttare tutto il nostro benessere e stato di diritto a chiunque, senza alcun serio controllo. Adesso, finalmente, c’è una maggior consapevolezza che così non si possa andare avanti.

    Qualcuno storcerà il naso leggendo i promotori del comitato, ma le varie manifestazioni e iniziative svolte e in essere sono estremamente convincenti e ragionevoli. I media di massa, ovviamente, non stanno parlando quanto dovuto di questo fenomeno, ma su queste pagine si continuerà a farlo e se necessario promuovere le iniziative del comitato.

    Qui un report di una delle ultime manifestazioni

    Non si vede gente a volto coperto. Non si vedono distaccamenti pronti alla violenza e alla devastazione. Non si vedono bandiere palestinesi ma italiane… qualcuno però ci vuol far credere che il pericolo sono questi “fascisti”.

    Un’ultima osservazione: dobbiamo imparare, capire e imprimerci nel cervello, che le nostre democrazie sono l’eccezione e non la regola nel mondo. I nostri stati liberali hanno tanti problemi e inefficienze, ma sono anche il mondo migliore in cui vivere. Alla faccia di autocrazie, islaminchioni e quant’altro.

    Vivano la democrazia e la remigrazione!

    F.

  • Il video di Trump “razzista” contro gli Obama non è affatto come sembra.

    Notizia diffusa malissimo dai media. I comunisti ne hanno approfittato con successo per attaccare il Tycoon.

    Trump e la sua equipe non sono nuovi a postare video trash, tra i quali il leggendario Trump Gaza.

    Il nuovo video incriminato e attaccato, sempre in fatto in AI, vede Trump con corpo di leone, che attraversa un’ambientazione simile a quella del Re Leone. Tutti i vari personaggi della sinistra americana sono raffigurati con testa umana e corpo animale e tutti si inchinano al suo passaggio.

    Un bella mondezza, che non voleva essere altro che una presa in giro, ma che per un’incredibile casualità, si è trasformato in un caso mediatico.

    Per un qualche motivo, una parte di questo video (dove si vedono i faccioni degli Obama incollati con la saliva a dei corpi di gorilla), appare erroneamente alla fine di un altro video pubblicato da Trump, relativo ai presunti brogli elettorali del 2020.

    Questa maldestra pubblicazione è dovuta probabilmente a una ripresa dello schermo, dato che a fine video si vede l’estratto scimmiesco come se fosse il video successivo di una riproduzione automatica di un qualche social.

    Questo passo falso è stata una manna dal cielo per la sinistra USA che ha potuto scatenare tutto il solito repertorio anti-Trump: razzismo, oltracotanza, inadeguatezza al ruolo e tutta la solita paccottiglia.

    Anche i media italiani hanno dato questa versione: video vergognoso e razzista. Bastava andare un pochino in profondità per vedere che oltre agli Obama, c’era Biden formato babbuino, Mamdani versione iena e tanti personaggi della sinistra americana rappresentati allo stesso modo canzonatorio.

    Il fatto stesso di definire razzista quella parte con gli Obama… è essa stessa profondamente razzista, poiché il messaggio che passa può riassumersi con: “Mettere la testa di un nero su un corpo di scimmia è razzista”. Ma in quel video anche Biden era rappresentato come un primate, ma nessuno ne ha parlato (figuriamoci se Sleepy Joe se ne è accorto).

    Quindi neri sul corpo di scimmia male. Bianco sul corpo di scimmia ok.

    Si va ad alimentare in questo modo tutta quella narrazione di destra che mette in cattiva luce gli afroamericani e la loro “inviolabilità”.

    Chi ne esce peggio è comunque Trump, che per evitare ulteriori discussioni, con il cappello in petto, ha fatto togliere il video. Un’implicita ammissione di una colpa inesistente. Una vittoria sporchissima per la sinistra.

    Vi lascio comunque un video di approfondimento di questa vicenda:

    Link al video

    F.

  • Lo Stato deve difendersi con violenza. Se necessario

    Criminali sempre più impuniti, paura e malcontento diffuso.

    È abbastanza chiaro che i delinquenti in Italia si sentano sempre più liberi di fare quel che vogliono.

    Basti pensare all’uccisione dello spacciatore a Rogoredo e le ultime proteste a Torino.

    Le manifestazioni stanno diventando sempre più violente ed chiaro che nei casi peggiori emerga una certa impunità per i reati commessi.

    Ogni manifestazione violenta è una gravissima ferita sia alla città che ai suoi abitanti.

    Un cittadino per bene che ha paura è meno motivato ad agire e ad avere pensieri positivi. Un pezzo dell’ingranaggio che non funziona come dovrebbe.

    Per questo, penso sia arrivato il momento che lo Stato rifletta seriamente su come adeguare le risposte a queste inusitate situazioni di estrema violenza.

    Le prime idee che mi vengono in mente sono un maggior coinvolgimento dell’esercito, sia a livello di uomini che di mezzi, e l’uso di munizionamento non letale che potrebbe essere un miglior deterrente di manganelli flaccidi contro questi infami tartari.

    Ho sottinteso, ovviamente, pene e punizioni ancora più rigide, sia a livello di detenzione che pecuniarie.

    F.

  • Liberi di vietare

    Non condivido parte delle idee di organizzazioni esotiche quali Casapound, Forza Nuova e compagnia che oggi avrebbero dovuto partecipare a una ragionevolissima conferenza sulla remigrazione, che puntualmente è stata bloccata dalla gang dei progressisti che si ostina a ricordarci quotidianamente la propria esistenza .

    Link all’articolo ANSA

    Si parla di fascisti, neonazisti ed epiteti affiliati… ma se queste organizzazioni sono pericolose per la democrazia perché ancora esistono? Semplicemente perché non sono affatto un pericolo reale per nessuno (decisamente meno delle controparti rosse che da un po’ stanno scassando città qua e là).

    Alla fine i goffi bislacconi rubicondi hanno preso per l’ennesima volta la palla al balzo per far rumore e censurare chi ha idee diverse loro. Per quanto estreme.

    Domani ci saremo dimenticati di questo episodio, ma della remigrazione se ne parlerà ancora molto.

    Per fortuna.

    F.