Una TV olandese fa un’inchiesta dove emerge un disastro (annunciato) di inclusione. l’islam non è compatibile con l’Europa. Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Dopo aver ascoltato un video inerente a questa vicenda su YouTube, da un canale che critica intelligentemente e quindi aspramente l’islam, ho cercato di approfondire la vicenda su questo esperimento di integrazione fallita documentato dal programma olandese Zembla.
Link all’inchiesta originale. Sottotitolata in inglese.
In italiano, a parte il giornale La Verità e un blog femininpost.it di scritto pare non si trovi granché. Fatemi sapere nel caso se trovate altro materiale online.
L’inchiesta è relativa a un progetto avviato ad Amsterdam nel 2018 per far convivere 125 rifugiati e 125 studenti olandesi in una struttura chiamata Stek Oost con l’obiettivo di favorire l’integrazione.
Secondo le varie testimonianze, l’esperimento è degenerato in episodi di violenza, minacce e abusi, con segnalazioni ignorate da responsabili e autorità locali per anni, fino alla chiusura del progetto dopo uno stupro di gruppo ai danni di una delle collaboratrici del progetto. Gli stupratori, ovviamente, non erano olandesi.
Suppongo che come successo per le grooming gangs inglesi, anche qui ci sia stato un infame tentativo di insabbiare la vicenda. Non ho elementi oggettivi a sostegno, ma ho l’impressione che la maggior parte dei media attenuino o ammorbidiscano moltissimo le critiche all’islam, sicuramente per l’influenza di interessi economici o pressioni esterne. Si tratta solo di ipotesi, non ho sufficienti prove concrete per confermarlo al 100%.
Sicuramente i musulmani in Europa, a differenza di quanto crede chi sta a Bruxelles, non li sopporta nessuno (se non chi ha qualche ritorno ad averli qui). Questo ennesimo scandalo, rivelato quasi casualmente, senza la giusta considerazione e in estremo ritardo rispetto agli eventi, non fa altro che corroborare la narrazione che questa gente non può stare in Europa.
Comunque, quando i musulmani non decidono in piena coscienza di rispettare prioritariamente le nostre leggi e non quelle del Libro, devono tornare da dove sono venuti.
F.
