Lo “strano” silenzio dei media sul tonfo di Starmer alle elezioni locali in UK

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La sinistra britannica subisce una sconfitta colossale con tutte le conseguenze del caso, ma i media italiani preferiscono bruciarci i neuroni con Garlasco.

La maggior parte dei media ha parlato di dati “digeriti” sulle amministrative nel Regno Unito, in cui emerge una chiara sconfitta di Starmere e Trionfo di Nigel Farage. (vi riporto un articolo per focalizzavi su cosa sto parlando) ma qui vi scrivo per comodità alcuni dati “sintetici” e consultabili per i più cerebrali, direttamente dalla fonte, wikipedia

Perché i laburisti inglesi hanno preso una grande mazzata? Queste elezioni hanno coinvolto 5.066 seggi in Inghilterra e Galles, distribuiti in 136 consigli locali tra London boroughs (entità londinesi simili ai municipi di Roma) ed unità amministrative più piccole. Sono stati eletti anche 6 sindaci con voto diretto. In Galles si è votato per il rinnovo del parlamento interno (Senedd).

Di seguito i dati sintetici di quanto accaduto per i vari seggi.

PartitoChe partito èSeggi acquisitiVariazione
Reform UK Se non sapete chi sono cambiate sito.1.453+ 1.451
Labour partyPrincipale e storico partito di sinistra inglese, quello di Starmer.1.068 – 1.496
ConservatoriPartito di centrodestra tradizionale, anche qui si continua a prender mazzate.801 – 563
Liberal DemocratsForza centrista e europeista.844+ 155
Green PartyLa solita paccottiglia ambientalista. In crescita.587+ 411

Complessivamente, basandoci sui seggi, il Labour scende a 28 consigli, perdendone 38, mentre i Conservatori si fermano a 9, con un calo di 6 amministrazioni.

I Liberal Democrats salgono a 15 consigli, guadagnandone uno, mentre Reform UK entra “de botto” per la prima volta conquistando 14 consigli. Anche il Green Party ottiene fa un buon risultato, arrivando a 5 consigli. 23 consigli sono senza maggioranza e a differenza dell’Italia, non ci saranno ballottaggi ma dovranno arrangiarsi da soli per amministrare.

Queste elezioni riprendono anche le generali intenzioni di voto.

Secondo la media dei sondaggi aggiornata all’11 maggio 2026, Reform UK si attesterebbe al 28% delle intenzioni di voto, confermandosi primo partito nel Regno Unito. Conservatori, Labour e Verdi risulterebbero invece raccolti attorno al 17%, segnalando una frammentazione senza precedenti del quadro politico britannico. I Liberal Democrats si manterrebbero attorno al 14%.
Potete guardare tutto chiaramente sul portale YouGov.

Dal portale electoralcalcolus.co.uk (alla data odierna del 13/05/2026) Reform UK diventerebbe il primo partito per voti e seggi, passando dal 14,7% al 26,8% dei consensi e da 5 a 248 seggi alla Camera dei Comuni. Per i due grandi partiti perdita del 20% dei voti previsti. Parliamo sempre di sondaggi, ma l’andazzo sembra essere quello tracciato nelle ultime elezioni.

Il Regno Unito è solo l’ultimo caso di svolte o consolidamenti nazionalisti nei governi. In Ungheria dopo Orban è stato confermato un partito di destra, guidato da Péter Magyar. In Bulgaria le ultime elezioni sono state vinte da Radev, esponente di una sinistra nazionalista e pro-russia.

In Italia la copertura mediatica di questi importanti cambiamenti è stato estremamente blando e, secondo me, sono stati oggetto di discussione in modo insufficiente.

Da elettore di destra, noto che a parte alcuni giornali come Il Giornale o Il Tempo, a livello televisivo l’informazione è sempre più orientata a una narrazione filo-progressista e chi vuole un’informazione più focalizzata sui temi di destra è costretto a informarsi su canali più informali, come ad esempio YouTube.

F.

PS Il governo UK sta ancora peggio di quanto scritto: quattro ministre e sottosegretarie si sono dimesse nelle ultime ore. Molti deputati laburisti chiedono un cambio di leadership, di cui ci sono già dei nomi. Vi lascio articolo qui.

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