Tra qualche mese mi sposerò in chiesa. Chiunque si reputi, anche in minima parte, cattolico dovrebbe farlo.
Ieri abbiamo avuto un incontro di preparazione alla celebrazione con il sacerdote che ci sposerà.
Da questo incontro, bellissimo, ho avuto modo di ricavare qualche riflessione.
In generale, passando in rassegna tutte le varie letture e formule del matrimonio ho notato che in alcuni casi, per stessa conferma del sacerdote, sono state ammorbidite rispetto a diversi anni fa.
Un esempio è la parte “prendo te come mia sposa” sostituita da “accolgo te come mia sposa“. Una formula più soft, che va definitivamente a cancellare la versione tradizionale secondo cui i genitori della sposa accettavano che lo sposo prendesse, appunto, come moglie la loro figlia. Il loro matrimonio controparte del patrimonio.
Durante l’incontro è emersa anche una superficiale riflessione sull’Iran e la teocrazia in quel territorio. Il sacerdote ha riflettuto sul pericolo del regime criminale ed estremista. Ha comunque sottolineato anche il pericolo derivante da Israele. Una sua collaboratrice ha evidenziato come Israele sia attore “distruttivo” del Medioriente rispetto a Libano e Palestina. Ovviamente nessun riferimento a Hezbollah e massacro del 7 ottobre. Ho taciuto per non rovinare quel bel momento.
Perché se un male è oggettivamente tale, va in qualche modo sempre contestualizzato e confrontato con un altro presunto male? Perché relativizzare sempre e comunque qualcosa?
Oggi ho sentito una rassegna stampa in cui si evidenziavano le posizioni politiche del giornale Avvenire vicinissime alla sinistra e antioccidentali, anche se il quotidiano si presenta di ispirazione cattolica.
Sintesi di queste osservazioni è la seguente: progressismo, femminismo e pensiero moderno, in qualche modo si sono infilati subdolamente anche nella nostra religione e il paradosso è che proprio la sinistra è uno dei nemici giurati degli ottusi cristiani cattolici.
Come vediamo ogni giorno il progressismo qualsiasi cosa tocchi, è destinato a marcire. Almeno noi che siamo ancora sani, dobbiamo restare vigili e non farci irretire da questa immonda ideologia.
F.
