Categoria: Guerre ignote

  • Guerre ignote: l’occupazione illegale turca di Cipro

    I turchi occupano illegalmente Cipro da quasi sessant’anni ma a molti non interessa e molti altri non ne sanno nulla. Questo paese criminale nel frattempo ha prosperato.

    Se il conflitto tra Russia e Ucraina vi sembra lungo, considerate che proprio a due passi dall’Italia, esiste una situazione di “congelamento” del fronte come nella penisola coreana.

    Infatti, Nel 1974 la Turchia invase il nord di Cipro in seguito a un colpo di Stato organizzato da nazionalisti greco-ciprioti. L’intervento portò all’occupazione di circa il 37% dell’isola e alla divisione del territorio tra una parte greco-cipriota a sud e una turco-cipriota a nord.

    Nel 1983 venne proclamata la Repubblica Turca di Cipro del Nord, riconosciuta esclusivamente dalla Turchia (vi ricorda qualcosa a est e una penisola nel Mar Nero?).

    Per evitare il super-siluro, la Turchia occupa illegalmente la parte nord di Cipro dal ’74, ma a quanto pare non frega proprio a nessuno. Lo sviluppo recente della Turchia, dal 2016, (dopo l’ultimo colpo di stato) sembra inarrestabile.

    Il pallonaro Erdoğan si è rivelato un “presidente” pronto ad approfittare di qualunque situazione per trarne vantaggi. Vi riporto qualche esempio:

    • Guerra d’Ucraina: la Turchia ha continuato a vendere i suoi droni all’Ucraina e difeso l’integrità territoriale del Paese, ma non ha confermato sanzioni alla Russia come il resto della NATO, ha continuato ad acquistare idrocarburi dalla Russia e permette il transito delle navi negli stretti di Bosforo-Dardanelli per l’accesso al Mar Mediterraneo (lascio un articolo di riferimento).
    • Soldi UE per bloccare i clandestini: Erdoğan ha spesso usato la leva dell’invasione di clandestini (qui c’è l’accordo del 2016) per ammansire eventuali osservazioni su operazioni discutibili intraprese dalla Turchia. Complessivamente questo accordo è costato circa 9 miliardi di euro. I risultati, comunque non sono stati dei migliori per noi. Scrivo dopo la devastazione di Parigi di ieri sera, a seguito della vittoria della Champions League.
    • Questione curda: Erdoğan ha condotto numerose operazioni militari contro il Partito dei Lavoratori del Kurdistan e contro milizie curde in Siria considerate da Ankara organizzazioni terroristiche. Si ipotizza che questi attacchi abbiano spesso colpito anche gruppi curdi che avevano aiutato a sconfiggere l’ISIS.
    • Nord della Siria: dal 2016 la Turchia controlla direttamente o indirettamente diverse aree del nord della Siria attraverso una serie di operazioni militari. Ankara giustifica la presenza con esigenze di sicurezza nazionale e di contrasto alle milizie curde.

    Tornando a un parallelo con la guerra in Europa, la Turchia si è presentata spesso come difensore dell’integrità territoriale dell’Ucraina e non riconosce l’annessione russa della Crimea. Allo stesso tempo, però, mantiene il controllo militare del nord di Cipro con le stesse modalità.

    Per chiudere, il Pallonaro non ha veri alleati, ma solo risorse da sfruttare quando e come fa comodo a lui. Sarebbe anche arrivato il momento di mettere in riga codesto personaggio, ma ciò non arriverà mai dalla moribonda Europa. Confido in USA e Israele.

    Vi lascio di seguito anche qualche fonte e approfondimento sulla questione, se non siete eccessivamente fan delle serie turche

    Fatemi sapere se ho saltato/sbagliato qualche importante e mirabolante avventura del Pallonaro.

    F.

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  • Guerre di seconda classe: Yemen

    Una guerra iniziata da tanti anni, con migliaia di morti e una generale indifferenza dell’Occidente. È facile ipotizzare che i petrodollari abbiano pagato lautamente il silenzio dei media.

    Riflettendo sulla base di questo bellissimo articolo dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI)

    sono ormai 11 anni che questo conflitto va avanti e quello appena esploso in Medio Oriente fa sperare in una possibile riunificazione del paese ridotto a un cadavere bicefalo, un po’ come la Libia. A nord est ci sono gli amici dell’Iran. Il resto del territorio è governato dallo stato legittimo, sostenuto dalla Monarchia Saudita, ma è presente una fronda secessionista favorevole agli Emirati Arabi Uniti.

    Per quanto riguarda il problema più grande, le dinamiche del movimento Ansar Allah, i famigerati houthi, sono le medesime di altri gruppi filo-iraniani come quelli in Libano e Palestina. Date queste premesse non si potevano avere prospettive diverse da quelle del cataclisma sociale.

    Lo stato degli houthi è volto tutto alla mobilitazione, all’indottrinamento e allo sfruttamento della popolazione, per lo scopo ultimo militare. Una bella immondizia. Dall’altra parte, il governo legittimo dello Yemen è alla canna del gas, poiché pare che dal 2022 non riesca più a sostenere un minimo l’economia con il petrolio. Ci sono frequenti assenze di energia elettrica e mancati pagamenti degli stipendi pubblici.

    Il 2025 si è chiuso, inoltre, con un tentativo di colpo di stato da parte dei separatisti dell’STC (Consiglio di transizione del sud) che ha portato all’intervento militare da parte dell’Arabia (sì Arabia e Emirati Arabi Uniti son due cose diverse). In questo modo STC è stato fortemente ridimensionato e il futuro di questo paese diviso in due è ancora tutto da vedere.

    La tipica guerra contemporanea: ha un inizio ma mai una fine.

    Sempre dall’ISPI vi metto un ulteriore link di approfondimento, più recente.

    F.