Tra disastri del 25 aprile e attentato a Trump la costante è sempre una: il colore rosso dei prepotenti.
Mai in vita mia avrei immaginato di provare pietà e compassione verso un personaggio come Fiano, anni luce lontano dal mio pensiero, al quale, insieme a molti altri a Milano, è stato impedito di manifestare perché ebreo (a suo dire la prima volta in 50 anni).
Di scene imbarazzanti (per i progressisti) ce ne sono state molte in questa Festa della Liberazione 2026. Stupisce che i principali partiti di opposizione risultino non pervenuti in merito a condotte così riprovevoli.
Nel frattempo in America si è consumato l’ennesimo attentato fallito a Trump. Persona di colore, insegnante (che ricordiamo sono principali indottrinatori di idee progressiste, anche in Italia). Anche in questo caso, anziché ferme condanne, le forze progressiste generalmente, con i soliti loschi giri di parole e illazioni, darebbero la colpa di questo ennesimo scempio a Trump, perché “fomentatore di odio” e se le va a cercare.
Ieri la senatrice Mariastella Gelmini in televisione su Rete 4 ha fatto un discorso eccellente in merito a entrambi i fatti. La sintesi estrema dell’intervento potrebbe essere: non possiamo accettare o minimizzare le violenze perché il soggetto offeso è di dubbia moralità (Israele o amministrazione americana che sia).
Rispondere a idee che non condividiamo con la violenza non è riprovevole, è demoniaco.
Non so se riuscite a vedere il video del suo intervento. Applausi.
In generale, come dico nel 90% dei contenuti di questo sito, noto un pericolo rosso e devastante all’orizzonte. Le idee razionali e moderate non riescono a prevalere su violenza e ideologie che ormai stanno diventando dogmi (antisemitismo, teoria gender, multiculturalismo imposto, odio per l’occidente) che si fanno scudo col solito e stantio fascismo.
Finché sarò in vita e cosciente combatterò questa barbarie come potrò.
F.
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